L’Italia piu’ fragile, quella delle aree interne e delle periferie, e’ la protagonista dei nuovi interventi dei “Luoghi del cuore”. Venti progetti in undici regioni, da Nord a Sud, selezionati attraverso il bando legato alla XII edizione del censimento, riceveranno un contributo economico dal Fai – Fondo per l’Ambiente Italiano, in collaborazione con Intesa Sanpaolo. In Sicilia sara’ sostenuto un progetto di restauro a favore dell’Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina. Per tutti i progetti in dotazione ci sono 700 mila euro in totale, la cifra piu’ alta mai stanziata a sostegno del programma, che andranno a beneficio di luoghi poco noti o poco valorizzati, spesso a rischio, che incarnano e raccontano la nostra civilta’, l’identita’ italiana, la memoria collettiva e costituiscono un patrimonio di storia, arte e natura ricchissimo e vario.
Di questi, 520 mila euro sono destinati ai progetti selezionati attraverso il bando e per la prima volta i singoli beni candidati hanno potuto richiedere fino a un massimo di 50 mila euro. In Sicilia sara’ sostenuto un progetto di restauro a favore dell’Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina, Santo Stefano Quisquina (Agrigento), immerso nell’entroterra agrigentino, in una foresta di querce secolari sui Monti Sicani, a 986 metri di altitudine: il termine “Coschin”, da cui trae origine il nome della localita’, significa infatti “oscurita’” o “luogo in ombra”. Il sito ha un’importante storia spirituale legata a santa Rosalia, la patrona di Palermo, che qui probabilmente visse nel XII secolo come eremita. L’origine della devozione locale risale al 1624, quando nel bosco venne scoperta una grotta con una lapide che avrebbe testimoniato la presenza della santa.
Nella grotta, diventata meta di pellegrinaggio, sorse una prima cappella, mentre la struttura attuale, articolata su piu’ livelli, risale al 1772, quando grazie a donazioni di fedeli venne costruito l’imponente complesso monastico: oltre alla piccola chiesa vi sono la cucina, le celle, il refettorio e i vari ambienti conventuali. L’eremo, oggi di proprieta’ del Comune di Santo Stefano Quisquina, e’ parte di un sistema culturale e devozionale piu’ ampio, rafforzato dall'”Itinerarium Rosaliae”, il cammino inaugurato nel 2015 che collega il Santuario della Quisquina a quello di Monte Pellegrino a Palermo lungo un percorso di 180 chilometri tra natura, storia e spiritualita’. Rappresenta anche una delle varianti della Magna via francigena che collega Palermo ad Agrigento. Gia’ durante il censimento l’attivazione della comunita’ e’ stata molto rilevante, date le piccole dimensioni del Comune e la sua posizione periferica: una dimostrazione della riappropriazione culturale del bene, anche a livello sovralocale.
L’eremo si e’ classificato al quinto posto nel 12esimo censimento, raccogliendo oltre 35.800 voti, segno di questo legame profondo e condiviso con la comunita’ al quale il Comune ha dato seguito presentando al bando “I Luoghi del cuore” il progetto di restauro dal costo complessivo di 68.500 euro del cortile di accesso dell’eremo, che versa oggi in condizioni critiche, rappresentando un rischio concreto per i visitatori. Interventi puntuali che possono incidere in modo significativo sulla fruizione e sulla percezione complessiva del complesso monumentale, migliorando la prima accoglienza dei visitatori. Il progetto e’ stato accolto e riceve un contributo di 46.500 euro da Fai e Intesa Sanpaolo, affiancato da un articolato insieme di cofinanziamenti pubblici e privati, resi disponibili da sette diverse realta’, a cominciare dal Comune. Inoltre, le collaborazioni con il Cai Monti Sicani, Slow Food, Rotary Club, Pro Loco e scuole del territorio, rafforzano il valore del progetto portandolo in una direzione di maggiore consapevolezza del valore del patrimonio, da godere attraverso un turismo sostenibile, anche come possibile soluzione per contrastare i fenomeni di marginalizzazione delle aree interne. (AGI)










