
Nel corso della riunione del 22 gennaio 2025 tra Siciliacque e Aica, sono emerse gravi criticità finanziarie che metterebbero a rischio l’equilibrio economico del servizio idrico regionale. Siciliacque ha evidenziato un credito complessivo di circa 27,4 milioni di euro, comprensivo di interessi di mora, maturato nei confronti di Aica. Quest’ultima ha proposto di saldare solo 20 milioni, corrispondenti all’anticipazione regionale, chiedendo la rinuncia al restante importo. Ritenendo tale proposta insostenibile, Siciliacque ha avanzato una soluzione transattiva: utilizzo diretto dell’anticipazione regionale per estinguere parte del debito, rateizzazione in 12 mesi dei 3,5 milioni residui, riduzione del 50% sugli interessi di mora e pagamento regolare delle forniture correnti. L’obiettivo – secondo l’azienda di sovrambito – è garantire la sostenibilità del servizio idrico e il rispetto del principio di “full cost recovery”.
Aica ha replicato alla comunicazione di Siciliacque precisando che l’azienda non versa in una situazione di “grave crisi”, ma sta attraversando una fase di risanamento strutturato e progressivo. Nel documento, indirizzato anche alle principali istituzioni regionali, Aica contesta la diffusione di informazioni che potrebbero offrire una rappresentazione distorta della propria condizione gestionale e finanziaria. L’azienda evidenzia i risultati conseguiti negli ultimi mesi e ribadisce la continuità del servizio idrico per oltre 450.000 cittadini della provincia di Agrigento. Aica sottolinea inoltre di aver avanzato proposte concrete, come il pagamento del 70% delle fatture correnti e l’utilizzo di fondi regionali per le partite pregresse, senza ricevere reali aperture negoziali. La posizione di Siciliacque, definita “rigidamente esattiva”, viene ritenuta incompatibile con una collaborazione istituzionale equilibrata. Aica conferma infine la disponibilità a un confronto mediato dalle autorità regionali.
