
Il Dipartimento dell’Acqua e dei Rifiuti della Regione Siciliana ha inviato una nota ufficiale ad Aica per chiarire la questione relativa alla produzione idrica proveniente dai dissalatori di Gela, Porto Empedocle e Trapani, finanziati con fondi regionali. La comunicazione risponde alle segnalazioni di Aica che denunciavano una presunta duplicazione dei costi: secondo l’azienda, l’acqua prodotta dai dissalatori – già finanziata dalla Regione – sarebbe stata nuovamente fatturata da Siciliacque.
Il Dipartimento ha respinto con decisione tali affermazioni, definendole “non pertinenti e prive di fondamento”. Nella nota si precisa che i costi di gestione dei dissalatori sono interamente a carico della Regione , almeno nella fase iniziale, e che tali spese non concorrono alla formazione della tariffa idrica applicata agli utenti. L’intervento regionale, si legge nel documento, è stato concepito per fronteggiare l’emergenza idrica che da anni colpisce l’isola, aggravata dalla riduzione delle risorse superficiali e sotterranee. Gli impianti di dissalazione, realizzati sotto la supervisione del Commissario Straordinario Nazionale per la scarsità idrica, sono stati collocati strategicamente per garantire l’immissione della risorsa nel sistema di adduzione interconnesso, a beneficio di più province siciliane, tra cui Agrigento, Trapani, Enna, Caltanissetta e parte di Palermo.
La Regione ha inoltre diffidato Aica a fornire entro tre giorni la documentazione che dimostrerebbe l’avvenuto pagamento di 9 milioni di euro nel 2025 e di ulteriori 50 milioni per il biennio 2026-2027 a favore di Siciliacque, somme che – secondo il Dipartimento – non risultano essere mai state liquidate. Infine, la nota richiama l’attenzione sul quadro normativo nazionale: il sistema tariffario idrico, regolato da Arera attraverso il metodo tariffario idrico, si basa sul principio del full cost recovery, che garantisce la copertura dei costi effettivi del servizio. Tuttavia, poiché la Regione si è fatta carico dei costi di gestione dei dissalatori, questi non incidono sulle tariffe applicate ai cittadini. Il Dipartimento conclude invitando Aica a fornire dati aggiornati sui volumi idrici distribuiti, fatturati e incassati, sottolineando la necessità di una gestione trasparente e responsabile del servizio idrico integrato.
