Questa mattina Canicattì si è svegliata con il rumore della protesta per l’acqua: centinaia di cittadini sono scesi in piazza per gridare la propria esasperazione contro una crisi idrica che ha ormai superato i limiti della dignità umana.
La tensione, già altissima a causa di turnazioni che in alcuni quartieri superano i quindici giorni, è esplosa in seguito al blocco dei rifornimenti tramite autobotti private per protesta contro le nuove regole di Aica. Dallo scorso 6 febbraio, infatti, i trasportatori hanno incrociato le braccia per protestare contro le lunghe attese nell’unico punto di approvvigionamento e le recenti sanzioni amministrative ricevute. Senza l’integrazione delle autobotti, migliaia di famiglie e attività commerciali si sono ritrovate totalmente sprovviste d’acqua, impossibilitate a soddisfare anche i bisogni igienici primari.
Davanti all’aggravarsi della situazione, l’amministrazione comunale ha ufficialmente attivato il Centro Operativo Comunale di Protezione Civile. Una mossa necessaria poiché l’ente comunale non dispone di mezzi propri sufficienti per sostituire il servizio privato. Lo stato di “preallarme” riflette la gravità di una crisi che mette a rischio l’ordine pubblico e la salute dei cittadini. Il sindaco ha assicurato che “tutte le risorse disponibili sono state mobilitate per garantire un minimo di approvvigionamento alle fasce più fragili della popolazione”.
I cittadini, radunatisi davanti al Comune, chiedono risposte chiare su tre fronti fondamentali: regolarità dei turni, basta con i ritardi imprevedibili che costringono a veglie notturne in attesa dell’acqua; riparazione della rete, una condotta definita un “colabrodo” che disperde oltre il 50% della risorsa; mediazione con i trasportatori, un intervento immediato per sbloccare il servizio delle autobotti, vitale per i quartieri più alti e svantaggiati. Le proteste, pacifiche ma determinate, hanno coinvolto anche commercianti e associazioni civiche, che denunciano “una gestione fallimentare e priva di trasparenza”.
Nel pomeriggio di oggi, Aicaha comunicato un incremento della portata d’acqua verso i serbatoi di Canicattì. Sebbene la notizia faccia sperare in una riduzione delle turnazioni nei prossimi giorni, i residenti restano scettici. “Non ci fermeremo finché l’acqua non uscirà con regolarità dai nostri rubinetti”, dicono annunciando nuove mobilitazioni se non arriveranno risposte concrete entro le prossime 48 ore.
L’emergenza idrica di Canicattì, ormai cronica, mette in luce la fragilità di un sistema di distribuzione obsoleto e la necessità di un piano straordinario di investimenti. Tra le ipotesi al vaglio, la creazione di un tavolo tecnico permanente tra Comune, Aica, Protezione Civile e Prefettura per coordinare gli interventi e garantire la continuità del servizio. Intanto, la città resta in attesa, con i rubinetti asciutti e la speranza che la protesta di oggi possa finalmente trasformarsi in un punto di svolta per il diritto all’acqua.

