Nascondendosi dietro al voto segreto i franchi tiratori della maggioranza sono riusciti più volte, votando con le opposizioni, a bocciare norme del governo e a mandare segnali politici al presidente Renato Schifani. Ma questo pomeriggio una mossa a sorpresa concordata da molti deputati del centrodestra poco prima di votare in aula una norma del disegno di legge per gli enti locali – poi bocciata sotto i colpi del voto segreto richiesto da Pd e M5s – ha svelato per la prima volta i volti dei franchi tiratori. A bocciare col voto segreto la norma sulla digitalizzazione degli archivi comunali sono stati 33 deputati, solo uno il voto favorevole. Alla lettura dei numeri, la presidente di turno Luisa Lantieri (Fi) si è rivolta verso il vice governatore Luca Sammartino presente in aula: “Solo io ho votato verde, ma scusami”.
In aula è scoppiata la bagarre. Poi col passare dei minuti è emerso lo stratagemma che ha permesso di smascherare i franchi tiratori. Avendo capito che la norma sarebbe stata bocciata – in precedenza il governo era andato sotto tre volte su emendamenti soppressivi di parti del testo – i deputati della maggioranza hanno deciso di togliere i tesserini per far mancare il numero legale; ma chi non l’ha tolto, ha votato e così il suo voto è diventato palese.
Nel verbale della seduta recuperato dall’ANSA c’è l’elenco dei nominativi dei deputati che hanno votato, sono 34, e quello degli assenti (quasi tutti quelli che hanno tolto i tesserini). E si scopre così che tra i 33 voti contrari, che hanno affossato la norma, ci sono 7 parlamentari della maggioranza: Nicola D’Agostino, Margherita La Rocca Ruvolo e Riccardo Gennuso di Forza Italia; Ludovico Balsamo, Giovanni Di Mauro, Giuseppe Lombardo e Santo Orazio Primavera dei Popolari-autonomisti. Ha votato contro anche Gianfranco Miccichè del gruppo Misto. (ANSA)

