
Tutte le richieste di misure cautelari avanzate dalla Procura di Agrigento sono state respinte, ma l’inchiesta che ipotizza un vasto sistema corruttivo legato al rilascio dei permessi di soggiorno continua a scuotere diversi comuni della provincia. Ventidue le persone indagate, tra pubblici ufficiali, titolari di agenzie, un avvocato e amministratori locali.
L’indagine, coordinata dal procuratore Giovanni Di Leo, aveva portato lo scorso giugno alla richiesta di misure restrittive per 14 dei 22 indagati. Tra questi figurano Dario Gaglio, 38 anni, sindaco di Camastra, per il quale erno stai chiesti i domiciliari; Giovanni Cilia, 68 anni, ispettore della polizia locale di Naro; Salvatore Scalisi, 55 anni, ispettore della polizia locale di Naro; Enzo Universo, 68 anni, agente della polizia locale di Naro; Maria Concetta Tallarita, 56 anni, ispettore della polizia locale di Porto Empedocle; Rosaria Valenti, 69 anni, funzionaria dell’anagrafe di Comitini; Giuseppe Zambito, 63 anni, dipendente comunale di Raffadali; Roberto Di Liberto, 53 anni, di Comitini; e Gaspare Gallo, 54 anni, di Naro.
La Procura aveva inoltre chiesto la custodia cautelare in carcere per Giuseppe Giglione, 55 anni, di Raffadali; Annabel De Oliveira, 44 anni, residente a Raffadali; Maria Rita Grassagliata, collaboratrice di agenzia; e Giuseppe Moscato, 47 anni, di Raffadali, tutti ritenuti coinvolti nella gestione di pratiche per il rilascio dei permessi di soggiorno. Tra le misure meno restrittive richieste figuravano l’obbligo di dimora per l’avvocato Nicola Mucci, 47 anni, di Agrigento; Epifania Cimino, 69 anni, ex funzionaria comunale di Camastra; e Giuseppe Bartolotta, 76 anni, di Camastra.
Completano l’elenco degli indagati Fiorangela Butticè, 55 anni, di Raffadali; Devercino Costa Dos Santos, 48 anni, cittadino brasiliano; Teresa Delisi, 48 anni, di Aragona; Gioacchino Di Marco Zingarello, 65 anni, di Agrigento; Angela Duarte Borges, 67 anni, brasiliana; e Salvatore Tirone, 65 anni, di Grotte.
L’inchiesta, condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Agrigento, ha portato alla luce un presunto sistema di favori e irregolarità nella gestione delle pratiche per i permessi di soggiorno. Tuttavia, il giudice per le indagini preliminari, Alberto Lippini, ha rigettato tutte le richieste di misure cautelari avanzate dalla Procura, che ha deciso di impugnare il provvedimento. La vicenda approderà in aula nel mese di marzo, quando si deciderà il futuro giudiziario dei ventidue indagati in una delle inchieste più delicate degli ultimi anni nella provincia agrigentina.
