Le recenti piogge che hanno interessato la provincia di Agrigento tra gennaio e febbraio hanno portato a un significativo incremento delle riserve idriche. Alla data del 12 febbraio, secondo i dati dell’Autorità di Bacino, sono già oltre 38 milioni i metri cubi d’acqua invasati nelle cinque principali dighe del territorio. Le precipitazioni, ancora in corso, stanno riempiendo quasi tutti gli invasi, tanto che si teme la necessità di dover scaricare parte dell’acqua oltre il limite di sicurezzaa a mare se le piogge dovessero proseguire.
L’acqua destinata esclusivamente all’uso potabile ammonta a circa 13 milioni di metri cubi, provenienti dall’invaso Fanaco di Castronovo di Sicilia, con 9.666.703 metri cubi, e dalla diga di Piano Leone di Santo Stefano Quisquina, con 3.962.120 metri cubi. Queste risorse alimentano i serbatoi comunali di una decina di centri dell’Agrigentino centrale.
Le altre tre dighe – Castello di Bivona, Raia di Prizzi e Gammauta di San Carlo – forniscono acqua a uso promiscuo: agricolo, civile e industriale. La diga Castello ha raggiunto 17.449.000 metri cubi, la Raia 5.585.208 e la Gammauta 1.712.974. Il Castello rifornisce Agrigento con 120 litri al secondo, mentre la Raia garantisce 100 litri al secondo a Corleone. Gran parte delle risorse è destinata all’irrigazione delle valli del Magazzolo, Verdura e Platani.
Anche l’invaso Arancio di Sambuca di Sicilia, con circa 14 milioni di metri cubi, ha recentemente trasferito parte dell’acqua al Garcia per gli usi potabili di Palermo e dei comuni consorziati. L’unica nota negativa riguarda il laghetto Gorgo di Montallegro a causa di lavori non ancora eseguiti alla valvola di fondo della diga.
