Meno negozi tradizionali e piu’ attivita’ orientate al turismo e alla ristorazione, con un progressivo cambiamento della funzione economica e sociale degli spazi urbani. La crescita degli alloggi turistici avviene a scapito delle strutture alberghiere tradizionali, mentre parte dei bar si riclassifica nella ristorazione. Dall’analisi “Citta’ e demografia d’impresa” dell’Ufficio Studi della Confcommercio emerge un calo diffuso delle attivita’ commerciali tradizionali, in particolare nei settori legati ai beni non alimentari, come edicole (-51,9%), abbigliamento e calzature (-36,9%), mobili e ferramenta (-35,9%), libri e giocattoli (-32,6%).
Anche bar e commercio ambulante risultano in diminuzione, segno di una contrazione dell’offerta commerciale tradizionale nei centri urbani. In controtendenza crescono, invece, alcune attivita’ legate ai servizi e alla domanda turistica: ristoranti (+35%), l’aggregato rosticcerie, gelaterie, pasticcerie (+14,4%) e soprattutto gli altri alloggi (+184,4%), categoria in cui rientrano gli affitti brevi, che registrano l’incremento piu’ marcato. Dinamiche positive, ma piu’ moderate, riguardano anche farmacie e computer e telefonia.
A livello territoriale, nei 122 comuni oggetto dell’analisi, nel Sud si registra uno sviluppo di attivita’ meno ordinato nell’ambito di una maggiore vitalita’: il dato piu’ significativo e’, in particolare, quello dei B&B che risultano quasi quadruplicati nei centri storici dal 2012 ad oggi.
Le aree del Nord evidenziano le maggiori perdite di negozi al dettaglio e attivita’ ambulanti, mentre nel Mezzogiorno si registra una maggiore tenuta: dei 122 comuni presi in esame dall’analisi, i primi 10 comuni con le maggiori perdite di imprese risultano Agrigento (-37,5%), Ancona (-35,9%), Belluno (-35,8%), Pesaro e Vercelli (-34,9%), Trieste (-34,1%), Alessandria (-33,7%), Savona (-33,5%), Ascoli Piceno (-33,4%), Gorizia (-33,3%); i 10 Comuni che, invece, registrano la minore perdita di imprese sono: Crotone (-1,8%), Olbia (-10,1%), Latina (-13,8%), Frascati (-13,9%), Cagliari (-14,4%), Cinisello Balsamo (-14,5%), Iglesias (-15,3%), Imperia (-15,7%), Cuneo (-16,3%), Vibo Valentia (-16,5%). (AGI)
