
L’aumento dei prezzi dei carburanti continua a pesare sull’economia italiana, con effetti a catena che si stanno già manifestando nel settore agroalimentare. Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), il gasolio in modalità self ha superato in autostrada la soglia dei 2,1 euro al litro, mentre la benzina ha oltrepassato il limite di 1,8 euro in tutte le regioni del Paese.
Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha commentato duramente la situazione, sottolineando come il Governo avrebbe dovuto intervenire tempestivamente sulla riduzione delle accise, senza attendere un mese per verificare l’incremento dell’Iva incassata. “L’escalation dei prezzi si sta già trasferendo sui prodotti ortofrutticoli, specie quelli provenienti dalla Sicilia, con un rialzo talmente abnorme che abbiamo presentato ieri un esposto all’Antitrust per verificare se vi siano dei rincari anomali in violazione del decreto-legge 9 settembre 2005, n. 182, intese restrittive della concorrenza o abusi di posizione dominante”, ha dichiarato Dona.
L’associazione dei consumatori chiede dunque un intervento immediato delle autorità competenti per accertare eventuali speculazioni lungo la filiera e per tutelare i cittadini da aumenti ingiustificati che rischiano di compromettere il potere d’acquisto delle famiglie e la competitività delle imprese agricole, in particolare quelle siciliane.
