Il Sindaco di Canicattì, Vincenzo Corbo, è intervenuto con fermezza sulla grave emergenza idrica che interessa il territorio, inviando una nota di protesta e richiesta di dimissioni immediate della Presidente del CdA di AICA. La comunicazione, indirizzata al Presidente dell’ATI Agrigento, al Presidente di AICA e per conoscenza al Prefetto e agli organi di stampa, denuncia le nuove modalità del servizio autobotti introdotte da AICA dal 9 maggio 2026, che rischiano di lasciare senza acqua migliaia di famiglie. Corbo evidenzia l’assenza di coinvolgimento dei sindaci dell’ATI e la mancanza di mezzi propri dell’azienda, paventando gravi disagi sociali e sanitari con l’arrivo dell’estate. Il primo cittadino chiede le dimissioni immediate della Presidente, accusata di decisioni unilaterali e di aver travalicato le proprie competenze.
Replica di AICA
AICA ritiene doveroso fornire precisazioni in merito alla nota del Sindaco di Canicattì. Il 9 maggio 2026 si conclude il periodo di emergenza idrica in Sicilia, circostanza non determinata da AICA ma dal quadro normativo vigente. L’azienda, quale gestore pubblico del Servizio Idrico Integrato, opera nel rispetto di legge, regolamenti e principi di trasparenza e corretto utilizzo delle risorse. Le decisioni non sono personali della Presidente, ma atti collegiali assunti nel rispetto della governance e delle funzioni di ATI. Le utenze non regolari non possono essere approvvigionate fuori dal perimetro normativo: è un obbligo di legalità, non una scelta discrezionale. AICA comprende le preoccupazioni dei territori e si dichiara disponibile a un confronto istituzionale con il Sindaco e le amministrazioni interessate. La Presidente Danila Nobile sottolinea che AICA non può operare fuori dalle regole e che la legalità resta l’unica via per garantire un servizio equo, trasparente e sicuro per tutti i cittadini.

