Un funzionario comunale e un tecnico dei lavori di manutenzione straordinaria della strada Mosella avrebbero agito “in concorso per alterare dolosamente il computo metrico definitivo”: sarebbero stati “gonfiati i calcoli relative alla bitumazione e risagomatura della sede stradale per una cifra superiore ai 400.000 euro”. L’obiettivo, secondo l’accusa, era indurre in errore l’amministrazione per contabilizzare e farsi liquidare somme per lavori che, in realtà, non sarebbero mai stati eseguiti, procurando così un ingiusto profitto a discapito delle casse pubbliche.
Emerge questo dall’inchiesta della Procura di Agrigento e della Squadra mobile che stamani hanno perquisito e sequestrato documenti all’ufficio tecnico comunale di Agrigento nell’ambito dell’inchiesta sull’appalto di 3 milioni e 200 mila euro per rifare l’asse viario che collega le statali 640 e 115. Ma emerge anche che un altro tecnico “sfruttando il proprio potere di direzione e controllo avrebbe ritardato gli ordini di servizio e l’esecuzione delle lavorazioni previste” per mettere pressione agli imprenditori di Favara titolari della ditta aggiudicataria per costringere l’impresa a conferire un incarico di consulenza per la contabilità dell’appalto a un soggetto terzo. Il valore di questa “parcella” era fissato tra il 2% e il 3% delle somme contabilizzate, per un totale complessivo superiore ai 100.000 euro. Un accordo che, secondo i magistrati, era finalizzato esclusivamente a ottenere un’utilità illecita in cambio dello sblocco dei cantieri. (ANSA)

