Il gip di Palermo Stefania Brambille ha archiviato le accuse rimaste aperte nei confronti di 23 persone coinvolte nell’inchiesta che aveva interessato l’ex presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro, politici, dirigenti pubblici e imprenditori. Fra loro figurano il deputato regionale e sindaco di Ribera Carmelo Pace, l’imprenditore Alessandro Vetro e l’ex parlamentare regionale Carmelo Pullara. Il decreto e’ stato emesso il 22 agosto su richiesta dei pubblici ministeri Claudio Camilleri, Giulia Falchi e Andrea Zoppi, con il visto del procuratore aggiunto Francesca Mazzocco.
Secondo il gip, gli elementi raccolti non consentono una ragionevole previsione di condanna e dalle indagini non sono emerse ulteriori condotte penalmente rilevanti. L’archiviazione riguarda esclusivamente alcuni filoni dell’indagine: per altri episodi sono stati avviati procedimenti separati, mentre Cuffaro ha gia’ patteggiato una pena di tre anni per corruzione e traffico di influenze. Fra le accuse archiviate anche quella di associazione per delinquere contestata a Cuffaro, Pace, Antonio Abbonato e Vito Raso. Secondo i giudici, i rapporti personali e politici e le attivita’ di intermediazione emerse dall’inchiesta non provano l’esistenza di una struttura stabile con ruoli e programma criminoso condivisi.
Dalla stabilizzazione di 15 operatori socio-sanitari a Villa Sofia all’appalto per i servizi ausiliari dell’Asp di Siracusa fino alle presunte fughe di notizie: sono diversi i filoni dell’inchiesta sul cosiddetto “sistema Cuffaro” archiviati dal gip Stefania Brambille. Per il concorso di Villa Sofia era stato ipotizzato che gli argomenti delle prove fossero stati ottenuti in anticipo attraverso il direttore del Trauma center Antonio Iacono e l’allora direttore generale Roberto Colletti. Fra i candidati figurava Selenia Malfitano, che secondo l’accusa sarebbe stata segnalata dall’ex deputato regionale Carmelo Pullara. L’ipotesi di turbativa e’ stata archiviata anche alla luce dell’orientamento secondo cui un concorso per l’assunzione di personale non e’ equiparabile a una gara pubblica.
Resta invece separatamente aperto il procedimento nel quale Colletti, Iacono e Vito Raso sono stati rinviati a giudizio per altre contestazioni. Archiviato anche il filone sull’appalto dell’Asp di Siracusa: non e’ stato dimostrato, secondo il gip, che il direttore generale Alessandro Caltagirone avesse messo la propria funzione a disposizione degli interessi della Dussmann o esercitato pressioni sulla commissione. Escono da questo filone anche Mauro Marchese, Marco Dammone, Ferdinando Aiello, Sergio Mazzola e Saverio Romano, per il quale resta un procedimento separato per un’altra ipotesi di traffico di influenze. Archiviate, infine, le posizioni relative alle presunte informazioni riservate che sarebbero arrivate a Cuffaro e quelle riguardanti il capo della Protezione civile regionale Salvatore Cocina e l’imprenditore Giuseppe Capizzi. (AGI)
