L’esame nell’aula della Camera dei ddl Assestamento 2019 e Rendiconto 2018 – ma, soprattutto, l’attesa per i contenuti della NaDef – la capigruppo di Montecitorio, dove si calendarizzerà il taglio dei parlamentari, e l’audizione di AssoDelivery (e altri) sul tema del lavoro tramite piattaforma: sono questi gli argomenti principali della giornata politica e parlamentare. ddl Assestamento 2019 e Rendiconto 2018 (oggi in aula) e work in progress su NaDef Prosegue anche oggi l’esame nell’aula della Camera dei ddl Assestamento 2019 e Rendiconto 2018, entrambi eredità del vecchio Governo. Entrambi sono già stati approvati dal Senato il 23 luglio scorso, nella stessa formulazione con cui erano stati varati in Consiglio dei ministri il 1° luglio (insieme al dl Salva conti), e così verranno esaminati dall’aula di Montecitorio, dato che durante il passaggio nella V commissione della Camera sono stati respinti tutti gli emendamenti al ddl Assestamento (per il ddl Rendiconto non ne era stato depositato nessuno). Riguardo al Rendiconto, il provvedimento, come spiegato da Palazzo Chigi, prende atto dei risultati conseguiti nel decorso esercizio, nellevoluzione dei conti pubblici” e “viene presentato nelle sue componenti del conto del bilancio e del conto del patrimonio. Il saldo netto da finanziare per la competenza dellanno, in termini di accertamenti e impegni, al lordo delle regolazioni contabili e debitorie, risulta pari a -19.986 milioni di euro, derivante da entrate finali accertate per 591.612 milioni di euro e da spese finali impegnate per 611.597 milioni di euro; lavanzo primario si cifra in 49.199 milioni di euro”.
Il ddl di Assestamento 2019 invece è stato adottato nell’ambito della negoziazione avviata dal vecchio Governo M5s-Lega con la Commissione europea, permettendo di scongiurare la procedura di infrazione per debito eccessivo. La relazione tecnica allegata al testo specifica che in termini netti, le proposte formulate con il disegno di legge di assestamento determinano un miglioramento dell’indebitamento netto di 5,6 miliardi di euro. Ulteriori risorse per 0,5 miliardi netti, non comprese nel disegno di legge di assestamento in quanto fuori dal perimetro del bilancio dello Stato, derivano dai maggiori introiti (650 milioni) derivanti dalle aste di assegnazione delle quote di emissione (cosiddette ‘aste CO2’) e dalle maggiori entrate per flussi Ue (250 milioni), in parte compensati da maggiori spese correnti rilevate nel comparto delle amministrazioni locali. Complessivamente, il miglioramento dell’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche dalle proposte del disegno di legge di assestamento e dalle ulteriori maggiori risorse ammonta a 6,1 miliardi di euro. A questa correzione si aggiungono i risparmi attesi quest’anno dal minor utilizzo delle risorse iscritte in bilancio per l’attuazione del Reddito di cittadinanza e di Quota 100 (di cui è stato disposto l’accantonamento, per almeno 1,5 miliardi quest’anno, con il dl Salva conti). Ne dovrebbe conseguire, nel complesso, un miglioramento del saldo strutturale pari a oltre lo 0,3% del Pil. (Public Policy)
