I sindaci non ci stanno e chiedono di essere informati sulle decisioni che riguardano le strutture ospedaliere del territorio. Ieri è stato il sindaco di Santa Margherita Belice, Franco Valenti, in un lungo videomessaggio, a parlare di «decisioni verticistiche che a noi non stanno bene». Valenti ha criticato «l’ospedale misto che non è condiviso non dal sindaco di Santa Margherita, ma dal ministro della Sanità. Non capisco perché tutto ciò non passa in provincia di Agrigento ed è giusto che qualcuno ci dia le spiegazioni». Le perplessità manifestate da Valenti – come riporta il Giornale di Sicilia – sono state condivise dal consiglio comunale di Santa Margherita Belice che con il presidente, Francesco Ciaccio, ha sottolineato: «L’ospedale di Sciacca è il nostro ospedale». Il commissario per l’emergenza Covid negli ospedali di Sciacca e Ribera, Alberto Firenze, sui ricoveri di Medicina possibili in strutture private ieri ha ricordato che c’è «una convenzione dell’Asp per tutti gli ospedali della provincia quando si temeva il picco dei contagi da Coronavirus» e che a Sciacca i ricoveri vengono regolarmente effettuati, anche quelli di Medicina. «Noi – dice Firenze al GdS – abbiamo creato all’interno dell’ospedale di Sciacca un percorso per la cosiddetta area per intensità di cure, un percorso di sperimentazione che è realtà in altre regioni, con area per intensità medica e area per intensità chirurgica. Tutto questo no covid.
Noi dobbiamo prepararci per un rimbalzo di ricoveri – aggiunge Firenze – che a Sciacca così come altrove, in tutta Italia, non ci sono stati. Gli scompensati cardiaci, i diabetici, ritorneranno. E bisognava creare questi percorsi di intensità di cure. La risorsa infermieristica diventa il collante dell’unità operativa e in questo centro multispecialistico, sia per area medica che chirurgica, ci saranno i vari specialisti delle risorsi di cui disponiamo». Firenze ha sottolineato che tutto il potenziamento con l’arrivo delle nuove apparecchiature tornerà utile anche in futuro a Sciacca e Ribera. «Le cose che abbiamo fatto – afferma il commissario – non si perdono e non devono essere smantellate. Questa struttura di Sciacca e Ribera vedrà sicuramente l’opportunità per chi gestirà il futuro, non io che sono un commissario a termine, con un tempo determinato di azione, per mettere in campo anche azioni di rinnovamento nell’ambito della gestione assistenziale: percorsi che riguardano le malattie infettive e la pneumologia». Ieri, intanto, i gruppi religiosi di San Giovanni Battista di Calamonaci, Lucca e Villafranca Sicula hanno consegnato per gli ospedali di Sciacca e di Ribera presidi di protezione acquistati grazie a una raccolta effettuata. Alla consegna è intervenuto, tra gli altri, il sindaco di Calamonaci, Pino Spinelli.

