La quarta sezione del tribunale di Palermo ha assolto l’imprenditore tessile Piero Niceta dalle accuse di falso in bilancio e bancarotta della societa’ Coni Distribuzione. La Procura aveva chiesto la condanna a 4 anni e 6 mesi. La Coni era la holding del gruppo tessile, un tempo leader nel capoluogo siciliano: a Niceta viene contestato il fallimento dell’azienda, risalente al 2012, ma la difesa ha dimostrato che, pur figurando come amministratore, l’imputato di fatto non svolgeva queste funzioni. L’ipotesi di avere falsificato i bilanci dunque non ha retto: secondo i pm, per cercare di dimostrare che la Coni era sana, Niceta avrebbe esagerato il valore dei crediti vantati nei confronti di altre quattro aziende del gruppo, la Nico, la Gdc, la Nibor e la Socom. La difesa ha pero’ dimostrato che nel 2010 i bilanci sarebbero stati in pareggio, l’anno dopo con un disavanzo di cinquemila euro e nel 2012 il documento non era stato depositato. Le aziende del gruppo Niceta erano state sequestrate dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, presieduta dall’ex giudice Silvana Saguto, in ottobre condannata a Caltanissetta per una serie di reati. Il sequestro aveva fatto subentrare, nel 2013, dunque nel periodo oggetto delle indagini, l’amministratore giudiziario Aulo Gigante. Di recente la nuova sezione specializzata nelle confische dei beni di mafia, con altri magistrati, ha dissequestrato tutto. (AGI)
