La pandemia da Covid-19 e le sue conseguenze sociali -in primis la chiusura delle scuole, ma anche il deterioramento della condizione economica- potrebbero aumentare il numero dei matrimoni precoci nel mondo, i matrimoni cioe’ di ragazze che non hanno ancora compiuto i 18 anni. L’allarme in occasione della Festa della Donna, l’8 marzo, arriva dall’Unicef, che azzarda anche dei numeri: si rischino oltre 10 milioni di spose bambine in piu’ entro il 2030. “Il Covid-19 ha peggiorato una situazione gia’ difficile per milioni di ragazze”, ha denunciato il direttore esecutivo dell’Unicef, Henrietta Fore. “Ma noi possiamo e dobbiamo porre fine ai matrimoni precoci”. Nell’ultimo decennio ci sono stati progressi: nel mondo, la proporzione di ragazze sposate prima dei 18 anni e’ infatti passata da una su quattro a una su cinque e, secondo l’Unicef, sono stati dunque evitati 25 milioni di matrimoni. “Dobbiamo agire immediatamente per limitare le conseguenze (della pandemia) sulle ragazze e sulle loro famiglie”, ha esortato ancora Henrietta Fore nella nota. “Riaprendo le scuole”, “garantendo l’accesso all’assistenza sanitaria e ai servizi sociali” e “applicando leggi e politiche adeguate”, “possiamo ridurre il rischio che il matrimonio rubi l’infanzia di una ragazzina”. Secondo l’Unicef, sono 650 milioni le ragazze e le donne in tutto il mondo che si sono sposate prima di compiere 18 anni; la meta’ di questi matrimoni e’ stata registrata in cinque Paesi: Bangladesh, Brasile, Etiopia, India e Nigeria. (AGI)
