Nei primi sette mesi dell’anno le esportazioni italiane di vino hanno registrato una crescita del 14,5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2020, attestandosi a quattro miliardi di euro complessivo. E’ quanto si legge nell’approfondimento presentato oggi da Sace in occasione dell’evento “vino e spirits: le sfide di un’eccellenza italiana” al Vinitaly Special Edition organizzato da Veronafiere. L’aumento, si legge in una nota, e’ particolarmente significativo fuori dall’Europa, con gli Stati Uniti che rappresentano il primo mercato di destinazione: ottime performance per lo spumante italiano, trainato dal mercato usa che segna una crescita media superiore al 40 per cento.
Ulteriori opportunita’ per il prosecco italiano, secondo Sace, potrebbero derivate dal recente dibattito tra Russia e Francia dopo il divieto ad utilizzare la denominazione “Champagne” in cirillico: se da un lato si assistera’ ad una riduzione della domanda russa, dall’altra si sta registrando un avanzamento del prosecco italiano. Note positive anche per l’export di spirits italiani, cresciuto del 23,2 per cento. A livello territoriale, la prima Regione italiana per vino esportato e’ il Veneto, che nel primo semestre ha venduto vino all’estero per 1,1 miliardi, seguito da Piemonte (572 milioni), Toscana (536), Trentino Alto Adige e Emilia-Romagna. Dopo la flessione del 2020, conclude la nota, si intravedono segnali di ottimismo per la ripresa delle vendite all’estero. (Nova)

