“Il Governo prende tempo per lasciare le cose come stanno”: lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini intervistato da Radio anch’io a proposito dell’ipotesi di Quota 102 nel 2022 per l’accesso alla pensione con 64 anni di eta’. “E’ il momento di fare una riforma vera, ha sottolineato, non e’ il momento di fare qualche aggiustamento che in realta’ e’ solo prendere tempo per lasciare le cose come stanno. L’operazione dei 102-104 e’ perche’ alla fine si rimane a 67 anni e si continua a ragionare come se i lavori fossero tutti uguali”. “Abbiamo presentato – ha detto ancora Landini – una piattaforma ma non c’e’ stato modo di approfondirla. Pensiamo sia necessario introdurre una logica di flessibilita’.
Un sistema contributivo senza flessibilita’ e’ una presa in giro. Se dobbiamo prendere in base ai contributi non si capisce perche’ bisogna arrivare a 67 anni e non invece da 62 anni consentire alle persone di uscire”. L’aspettativa di vita – ha proseguito – deve fare i conti sul fatto che e’ diversa a seconda del lavoro che hai fatto quindi e’ il momento di introdurre un sistema pensionistico che sia in grado di riconoscere quelli che sono i lavori piu’ gravosi e danno il diritto ad andare in pensione prima”. Landini infine ha ricordato la richiesta di una pensione di garanzia minima per i giovani per coprire i periodi lavorativi precari o di vuoto contributivo. Per le donne il leader Cgil chiede di riconoscere il lavoro di cura e per ogni figlio un periodo di contributi figurativi adeguati. Infine Landini ribadisce che una volta raggiunti i 41 anni di contributi si deve poter uscire indipendentemente dall’eta’. (ANSA)
