“Si scrive acqua, si legge svendita e affari per SicilAcque. Parafrasando uno slogan utilizzato durante il referendum per la pubblicizzazione dell’acqua del 2011, sembra proprio questa la finalita’ del ddl sull’istituzione dell’autorita’ unica che, nei fatti, consegnerebbe a SicilAcque, la societa’ monstre voluta da Cuffaro di proprieta’ della multinazionale Veolia, una posizione dominante nella gestione degli ingenti fondi pubblici del Pnrr e della prossima programmazione europea”. Cosi’ in una nota Legambiente Sicilia. “Timori e perplessita’ su questa paventata riforma – prosegue la nota – che Legambiente condivide con chi, sindaci, associazioni e il Forum Acqua Bene comune, si e’ battuto in questi anni per affermare in Sicilia la risorsa acqua come bene comune e per garantirne l’accesso e il diritto anche ai meno abbienti.
Occorre al piu’ presto correggere le storture del sistema idrico siciliano dando compiuta applicazione alla legge 19/2015, rivendicando innanzitutto la correttezza degli adempimenti contrattuali in capo a Siciliacque sugli investimenti effettuati e sulle tariffe applicate dal 2016 ad oggi riconosciute illegittime dal Cga”. “La riforma proposta creerebbe ulteriori ritardi e confusione. Occorre, invece intervenire su una legge esistente – che Legambiente ritiene essere una buona legge – migliorandola e adeguandola alle necessita’ di una gestione della risorsa idrica piu’ equa, razionale e sostenibile attraverso il coinvolgimento del settore urbano, civile, industriale e agricolo”, conclude la nota. (ITALPRESS)

