La crisi nera di gran parte dei comuni siciliani, con i bilanci in rosso e la difficolta’ a chiudere i conti, ha portato all’esasperazione 250 sindaci dell’Isola che minacciano le dimissioni in massa, a conclusione dell’assemblea dell’Anci a Parma, se dal governo nazionale non arriveranno concreti segnali di sostegno a stretto giro. Segnali tanto attesi, rispetto a quella che i primi cittadini considerano come una “crisi drammatica”. Durante l’assise “sono emerse, in tutta la loro gravita’, le forti criticita’ finanziarie e di personale ripetutamente rappresentate al Governo e al Parlamento nazionali nei mesi scorsi – dice in una nota dell’Anci Sicilia -.La gravita’ della situazione consiste nella impossibilita’ di approvare i bilanci di 250 comuni siciliani, gli altri hanno gia’ dichiarato il dissesto o sono gia’ sotto Piano di riequilibrio finanziario”.
I comuni “sono di fronte a una crisi di sistema drammatica e cosi’ vasta che prescinde dalle questioni amministrative e gestionali e dagli orientamenti politici e diventa cosi’ impossibile offrire servizi adeguati ai cittadini e realizzare investimenti specie in vista dell’attivazione delle risorse del Pnrr”. L’emblema di questa situazione e’ rappresentato da Santo Stefano di Quisquina, piccole comune dell’entroterra agrigentino con appena 16 dipendenti, dove il sindaco Francesco cacciatore e l’assessore ai servizi cimiteriali sono costretti personalmente a fare i turni per consentore la regolare apertura del camposanto.
L’ipotesi di dimissioni e’ concreta “non certo una provocazione – sottolinea il segretario regionale di Anci Sicilia Mario Alvano – i sindaci non hanno altra scelta, perche’ cosi’ amministrare e’ impossibile . E le dimissioni potrebbero riguardare tutti, pure i sindaci che in questo momento non devono affrontare gravi criticita’ finanziare. La manifestazione di protesta dello scorso 3 novembre a Roma e l’ipotesi di dimissioni dei sindaci siciliani sara’ discussa nell’assemblea di sabato prossimo e rappresentano solamente le ultime tappe della mobilitazione dei comuni siciliani indetta dall’Anci Sicilia gia’ il 25 maggio scorso con l’approvazione di una identica delibera di giunta da parte di numerosissimi enti. Con quella delibera veniva rappresentato come il progressivo incremento del numero di enti in dissesto o in piano di riequilibrio finanziario evidenzia una condizione di criticita’ finanziaria e di personale che ha caratteristiche strutturali e di sistema”.
Una condizione che si e’ aggravata in maniera esponenziale negli ultimi anni e che e’ destinata a peggiorare ulteriormente in assenza di iniziative legislative e finanziarie adeguate. “Moltissimi sindaci – aggiunge Alvano – in questa fase in cui si discute del Pnrr vivono la frustrazione di non poter avere le condizioni minime per gestire l’ordinario con bilanci di previsione approvati nei termini per programmare scelte fondamentali e con personale adeguato a utilizzare i tanti investimenti disponibili”. (ANSA)
