Salvaguardare il patrimonio culturale combattendo il traffico illecito e riaffermare il ruolo del turismo per la ripresa globale: sono gli impegni dei leader del G20, riuniti a Bali fino a ieri. Nella dichiarazione finale approvata all’unanimità, le venti maggiori economie mondiali riaffermano il ruolo della cultura come “motore per lo sviluppo sostenibile con valore intrinseco al di là dei suoi benefici sociali ed economici”. L’impegno, si legge nel documento, è “sviluppare politiche che attingono alla diversità culturale come risorsa per una vita sostenibile e che valorizzano il contributo di coloro che lavorano nel settori della cultura, delle arti e del patrimonio”. Viene poi sottolineata l’importanza di rispettare, proteggere e conservare “il patrimonio culturale dei nostri popoli, comprese le comunità locali e le popolazioni indigene”. I leader del G20 si impegnano a “sostenere gli incentivi pubblici e gli investimenti sostenibili del settore privato per rafforzare l’economia culturale. Salvaguarderemo il patrimonio culturale e combatteremo i traffici illeciti di beni culturali, promuoveremo la restituzione ai legittimi proprietari/Paesi di origine, in conformità con le Convenzioni UNESCO e le leggi nazionali”. Per quanto riguarda il turismo, viene ribadita l’importanza di un “approccio basato sulla comunità per ricostruire un settore più incentrato sull’uomo, inclusivo, sostenibile e resiliente. Riconosciamo l’importanza vitale di rafforzare la mobilità e i viaggi post-Covid per consentire la ripresa del turismo. Riconosciamo inoltre che l’economia creativa, che coinvolge l’economia basata sulla conoscenza, la creatività umana e i diritti di proprietà intellettuale, contribuisce a migliorare la resilienza delle comunità turistiche locali e delle micro, piccole e medie imprese attraverso lo sviluppo del capitale umano, la trasformazione digitale, l’innovazione, i partenariati pubblico-privato, la conservazione sostenibile del patrimonio naturale e culturale”. (AgenziaCULT)

