“Le questioni economiche sono la vera emergenza per il nostro Paese. È su questo che sarà misurata la nostra capacità di governo tra 5 anni. Naturalmente temi come la sicurezza e l’immigrazione sono importanti, ma ora le famiglie e le imprese aspettano risposte concrete sui temi che le riguardano più da vicino: le bollette, il lavoro, le pensioni, il fisco”. Lo afferma il Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in un intervista a “Il Giornale”, dal titolo “Serve svolta sul fisco”. “Da parte nostra – aggiunge Berlusconi – abbiamo posto la questione fiscale con grande forza in campagna elettorale e continueremo a porla, perché solo attraverso la leva fiscale si può ridare fiato ad un sistema economico provato da anni di pandemia ed ora dagli effetti della crisi Ucraina. Per questa ragione abbiamo dato un contributo decisivo nella stesura del primo provvedimento discusso in Parlamento, il nuovo Decreto Aiuti e la Nadef, oggi stiamo lavorando per scrivere una legge di Bilancio di vera svolta”.
L’ex premier interviene anche sul tema delle pensioni: “Ci siamo impegnati ad aumentarle per garantire a tutti di vivere dignitosamente. Cominciamo ad agganciarle al costo vero della vita, aumentandole in linea con l’inflazione. Mano mano, di qui fino alla fine della legislatura, arriveremo al nostro obbiettivo: nessuno dovrebbe avere una pensione inferiore ai mille euro”. Infine, ha ribadisce i suoi distinguo sul fronte delle politiche migratorie: “Ha fatto bene il governo ad affrontare subito questo problema con un passo diverso, ma le ragioni della sovranità nazionale – sottolinea Berlusconi – non possono mai essere disgiunte da quelle della legalità internazionale e soprattutto dai valori cristiani e dai principi liberali della nostra società, che ci impongono di porre la vita e la dignità delle persone, di ogni essere umano, al di sopra di tutto il resto. Salvare chi è in pericolo in mare è un dovere assoluto, e sinceramente soffro nel vedere persone in pericolo, bloccate a bordo di un’imbarcazione e respinte dai porti europei. Solo l’Europa – conclude – ha la possibilità, e aggiungo anche il dovere, di affrontare questo tema che ci riguarda tutti”. (ANSA)

