Nuovi particolari emergono dall’interrogatorio di Adriano Vetro, l’uomo reo confesso dell’omicidio del cardiologo Gaetano Alaimo, avvenuto ieri pomeriggio a Favara, nell’Agrigentino. Al procuratore generale facente funzioni Salvatore Vella e al pubblico ministero Elenia Manno, l’indagato avrebbe provato a spiegare le ragioni del suo gesto. Gli servivano tre documenti per ottenere il rinnovo della patente. L’oculista e il diabetologo glieli avevano rilasciati mentre il dottore Alaimo rinviava continuamente. E lui aveva bisogno della patente per guidare l’auto per raggiungere la vicina Caltanissetta dove lavora in un istituto come collaboratore scolastico e per muoversi dalla campagna dove abita con gli anziani genitori. Per questo la reazione. I magistrati però gli contestano la premeditazione del delitto e il porto abusivo dell’arma che l’assassino sostiene di avere trovato. Il difensore, l’avvocato Santo Lucia, ha invece fatto presente che il suo assistito da diversi anni è in terapia da uno psichiatra. Domani dovrebbe svolgersi l’udienza di convalida dell’arresto. (ITALPRESS)

