Nel 2024 l’indice dei prezzi al consumo turistico, in media, è pari a +3,9%, registrando un calo significativo rispetto al 2023 (+6,2%). Lo rileva Demoskopica in un report, segnalando che a dicembre il tasso di inflazione turistica è aumentato dello 0,5% su base mensile e del 3,4% su base annua, in un quadro di generale graduale rallentamento (+4,0% nel mese precedente). Tutte le macro-voci del paniere turistico, rispetto all’anno precedente, sono aumentate: i pacchetti vacanza segnano +4,7%, i servizi ricreativi e culturali +4,2%, quelli di trasporto +3,6% e i servizi ricettivi e ristorazione +2,9%.
Spostando l’analisi sul livello delle singole voci, a registrare l’incremento più significativa su base tendenziale risultano principalmente i servizi ricreativi e sportivi (+18,5%), il trasporto marittimo (+12,0%), i pacchetti vacanza nazionali (+7,3%) e il trasporto aereo passeggeri (+5,7%). Nel confronto sul mese invece si registra un incremento per il trasporto aereo passeggeri (18,5%) con un +21,6% per i voli nazionali e un +17,7% per i voli internazionali. Al rialzo, in modo significativo, anche i pacchetti vacanza (+10,0%). In direzione opposta i servizi di alloggio (-2,7%) con in testa la voce Alberghi, hotel, pensioni e simili (-3,3%).
Il differenziale inflazionistico, in termini tendenziali, tra l’indice generale dei prezzi al consumo per l’intera collettività e quello turistico continua ad accorciarsi portandosi a 2,1 punti percentuali (dai 2,6 di novembre 2024). Sono dieci i sistemi turistici con una dinamica dei prezzi più alta rispetto alla media italiana con in testa Liguria, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Umbria e Piemonte. La dinamica dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo turistico (Ipcat) per l’Italia fa registrare nel mese di novembre 2024 (ultimo dato disponibile), su base annua, un aumento del 4,1% a fronte del dato dell’Unione europea pari al 4,8% (Adnkronos)
