Il Gip del tribunale di Arezzo ha revocato la misura cautelare nei confronti di Salvatore Ruvolo, arrestato nel maxiblitz di martedi’ a Palermo: si tratta del titolare del parco giochi Bossolandia di viale Campania, nel capoluogo siciliano. La decisione e’ del giudice toscano perche’ Ruvolo, difeso dall’avvocato Anthony De Lisi, era stato sottoposto a fermo mentre si trovava occasionalmente nell’Aretino: per legge la convalida del fermo viene cosi’ delegata al magistrato del luogo in cui il provvedimento restrittivo viene eseguito. Determinante per la revoca della custodia in carcere la confessione (parziale, secondo l’accusa) da parte dell’uomo: Ruvolo ha cioe’ ammesso di avere malmenato un ladruncolo trovato nella sua struttura ricreativa, di notte, negando pero’ di averlo portato prima alla Kalsa e poi nel rione Pagliarelli e ancora smentendo di essere stato in compagnia di sette familiari, cosi’ come emergeva dalle intercettazioni fatte al ladro, Daniele D’Angelo.
Quest’ultimo raccontava i fatti al boss Giuseppe Biondino, figlio dell’autista di Toto’ Riina, spiegandogli di essersi salvato la vita solo dopo avere speso il suo nome, dicendo cioe’ a Ruvolo e compagni di avere un’amicizia cosi’ “eccellente”, nell’ambiente mafioso. A quel punto la vittima (e su questo ci sono i riscontri trovati dai carabinieri grazie ai tracciamenti dei cellulari e alle riprese di alcune videocamere di sorveglianza) sarebbe stato riaccompagnato al parco giochi e “rilasciato”. In ogni caso, secondo il giudice, con la confessione e l’ammissione del fatto storico, sono venute meno le esigenze cautelari. (AGI)
