Otto richieste di condanna da 18 mesi a 4 anni, per gli altri 26 imputati e’ stata proposta l’assoluzione o la prescrizione. Si e’ conclusa cosi’, al Tribunale di Agrigento, dopo un lunghissimo dibattimento durato ben quattro anni, la requisitoria del processo scaturito dall’inchiesta “Sepultura” che ipotizza un vasto traffico e smaltimento illecito di rifiuti nella discarica di contrada Principe, a Camastra. Trentaquattro gli imputati. Al centro dell’inchiesta ci sono i vertici della A&G srl societa’ con sede a Camastra che si occupa della gestione della discarica di contrada Principe.
La contestazione principale e’ di avere smaltito illecitamente, nella discarica di Camastra, rifiuti speciali di ogni tipo, anche pericolosi. Nella lista, fra gli altri, l’ex presidente di Girgenti Acque, Marco Campione e il suo predecessore Giuseppe Giuffrida. Fra le persone finite sotto accusa, ci sono i responsabili della societa’ “A&G” che gestiva il sito: il presidente Donato D’Angelo, il direttore tecnico Calogero Alaimo, il consigliere Salvatore Alaimo, il presunto direttore tecnico “di fatto” Alfonso Bruno e Pasquale Di Silvestro, assunto con lo stesso incarico.
Nella lista anche l’amministratore dello studio chimico ambientale Giuseppe Daniele Pistone; gli amministratori dell’impresa “Fratelli Cultrera”, Giuseppe, Antonio e Massimo Cultrera e una serie di imprenditori, titolari di attivita’ che avrebbero conferito illecitamente nella discarica: Salvatore Bonafede, Massimo Barbieri, Francesco D’Alema, Giuliano Costantini, Gaetano Rubino, Anna Maria Rosso, Fabio Borsellino, Tindara Maria Rita Paratore, Antonino Paratore, Francesca Di Gaetano e Gerlando Piparo. E poi ancora: Luciano Dell’Omo, Filippo Oddo, Danilo Ignazio Russo e Fabrizio Giotti, operatori delle imprese che operavano nel sito e avrebbero smaltito i rifiuti in maniera illecita. I pubblici ministeri della Procura distrettuale di Palermo hanno chiesto 8 condanne, ovvero: 4 anni per D’Angelo; 3 anni ciascuno per Bruno, Calogero Alaimo e Salvatore Alaimo; un anno per Di Silvestro; 3 anni e 6 mesi per Pistone, Rubino e Costantini. Per tutti gli altri e’ stata chiesta una sentenza di assoluzione o non doversi procedere per la prescrizione dei reati. (AGI)
