Il gip del tribunale di Agrigento Micaela Raimondo, accogliendo l’istanza avanzata dall’avvocato Santo Lucia, ha sostituito la misura cautelare della custodia in carcere, con quella meno afflittiva dei domiciliari con obbligo di braccialetto elettronico, nei confronti di Bernardo Sciortino, 56 anni, di Cattolica Eraclea.
L’uomo è stato condannato a tre anni e due mesi con il rito abbreviato per i reati porto, detenzione e ricettazione di un’arma clandestina. Il procedimento trae origine da un fatto avvenuto lo scorso marzo, quando Sciortino aveva fissato un incontro in un luogo appartato con un geometra del comune che non si era presentato all’appuntamento e aveva avvertito i carabinieri della locale stazione.
Sciortino fu intercettato alla guida di una Nissan Terrano in contrada Aquileia e cercò di disfarsi di un’arma, lanciando dal finestrino una pistola revolver marca Smith & Wesson calibro 38 Special, con matricola abrasa e carica. Una successiva perquisizione consentì, inoltre, di rinvenire tra il sedile e la consolle del cambio anche un coltello a serramanico di 22 centimetri e scattò l’arresto in flagranza di reato.
