È stato presentato ieri a Palermo, presso la residenza universitaria Santi Romano in viale delle Scienze, il film “Fuorisede: Storie di vita e di studi”, prodotto dall’associazione Listen! con il contributo economico di ERSU Palermo e i patrocini di ANDISU – Associazione nazionale organismi per il diritto allo studio universitario e Regione Siciliana. Alla proiezione hanno partecipato il regista Gaetano Di Lorenzo, il direttore di produzione Salvo Ferrara e gli studenti protagonisti del film, coinvolti sia come attori che come tecnici. Tra i presenti anche il sindaco di Montallegro, Giovanni Cirillo, che ha voluto esprimere la propria soddisfazione per la partecipazione del concittadino Giuseppe Iatì, uno dei protagonisti dell’opera: “Il nostro orgoglio”.
Un film per dare voce alla comunità universitaria
Il film nasce con l’obiettivo di raccontare uno spaccato autentico della vita degli studenti fuorisede a Palermo, offrendo uno sguardo dall’interno su esperienze, sogni e difficoltà di chi sceglie di studiare lontano da casa. L’iniziativa rientra nel programma delle attività culturali per l’anno accademico 2024/25 deliberate dall’ERSU e inserite all’interno dell’ERSUFESTIVAL, un contenitore di eventi dedicato alla promozione della cultura universitaria. Particolarmente impegnativa è stata la fase del casting, che ha visto la candidatura di circa 700 studentesse e studenti, interessati a partecipare sia come interpreti che nei vari ruoli tecnici previsti dalla produzione.
Una “città nella città”: il mondo dei fuorisede
Attraverso le testimonianze dirette dei protagonisti, “Fuorisede: Storie di vita e di studi” esplora la quotidianità di giovani donne e uomini che vivono le università, le accademie di belle arti e i conservatori di musica del capoluogo siciliano. Il film indaga le loro aspirazioni, gli obiettivi personali e professionali, il rapporto con l’Ateneo e con la città che li accoglie. Ma soprattutto, mette in luce il processo di integrazione in una realtà urbana nuova e complessa, dove si intrecciano culture, dialetti e sensibilità differenti.
Il docufilm racconta come nascono e si consolidano i rapporti interpersonali, tra l’euforia della libertà e le paure legate al distacco dagli affetti familiari. Emergono così le sfide quotidiane, i punti di riferimento e le strategie con cui gli studenti imparano a gestire la propria autonomia. Palermo diventa, in questo racconto, una “città nella città”, popolata da migliaia di giovani che ogni giorno costruiscono linguaggi, regole e relazioni nuove.


