Si è svolto ieri pomeriggio al Circolo Ufficiali dell’Esercito di Roma, nella sala Pio IX, il convegno dal titolo “Liste di attesa in sanità: è possibile eliminarle?”, promosso dall’associazione culturale Omnia Nos, durante il quale è stato presentato il libro, dal titolo omonimo, del cardiochirurgo riberese Giovanni Ruvolo.
L’incontro, che ha registrato una significativa partecipazione di militari e professionisti del settore sanitario, ha offerto un’occasione di riflessione su uno dei temi più attuali nel dibattito pubblico sul sistema sanitario nazionale. A dare il via ai lavori, moderati dal generale della Guardia di Finanza Angelo Giustini, è stato il generale di Corpo d’Armata in riserva Carmine De Pascale, presidente dell’associazione Omnia Nos, che nel suo intervento introduttivo ha sottolineato l’importanza di affrontare il problema delle liste d’attesa non solo come una questione organizzativa, ma come una sfida etica e sociale.
È poi intervenuto il generale Giuseppe De Gaetano che ha presentato l’autore del libro. Il cuore dell’incontro, è stato l’intervento del professor Giovanni Ruvolo, presidente dell’organizzazione di volontariato “A Cuore Aperto”, già direttore del reparto di cardiochirurgia e docente ordinario presso l’Università di Roma “Tor Vergata”. Ruvolo ha illustrato i risultati di uno studio approfondito sulle cause strutturali e gestionali che alimentano il fenomeno delle liste d’attesa, proponendo soluzioni concrete basate su “una migliore pianificazione delle risorse, sull’uso intelligente delle tecnologie digitali e su una più equa distribuzione dei carichi di lavoro tra le strutture sanitarie. Garantire tempi di cura adeguati – ha detto Ruvolo – significa restituire dignità e fiducia ai cittadini, rafforzando il patto tra sanità pubblica e comunità”.
Il cardiochirurgo ha concluso il suo intervento mostrando alcune immagini delle iniziative di assistenza sociale e sanitaria per i più bisognosi portate avanti in questi anni con “A Cuore Aperto” odv tra la Sicilia e la Tanzania. “Queste esperienze – ha detto Ruvolo – ci ricordano che la sanità non è solo organizzazione e numeri, ma soprattutto umanità, prossimità e responsabilità verso chi soffre. È da qui che deve ripartire ogni riforma, se vogliamo davvero eliminare le liste d’attesa e restituire valore alla cura”.



