La Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha avanzato la richiesta di rinvio a giudizio per 17 persone coinvolte nel secondo filone dell’indagine sui clan di Villaseta e Porto Empedocle, gia’ colpiti da quattro operazioni tra dicembre e agosto scorsi. L’udienza preliminare si terra’ il 24 febbraio davanti al gup di Palermo Nicoletta Frasca.
I sostituti procuratori Claudio Camilleri, Giorgia Righi e Luisa Bettiol contestano agli indagati di avere gestito un articolato traffico di stupefacenti per finanziare le attivita’ del gruppo, che sarebbe stato guidato da James Burgio, operativo anche dal carcere grazie a un telefono cellulare, e da Salvatore Prestia, cognato del boss Fabrizio Messina.
Le accuse comprendono anche episodi di estorsione, minacce, incendi e detenzione di armi, strumenti che avrebbero consolidato il controllo del territorio. L’indagine ha ricostruito la riorganizzazione delle famiglie mafiose nei due centri dell’Agrigentino, evidenziando collegamenti con esponenti di Cosa nostra di altre province. Dodici presunte vittime di estorsioni e intimidazioni sono state individuate come parti offese e potranno costituirsi parte civile. (AGI)
