Il Tribunale del riesame di Palermo ha respinto l’appello della procura, tendente ad aggravare la posizione di Totò Cuffaro, l’ex presidente della Regione siciliana indagato e già agli arresti domiciliari per le ipotesi di corruzione, falso e turbativa d’asta.
I pm, come riporta l’Agi, chiedevano di ripristinare, anche nella valutazione e nella durata delle misure cautelari, altre ipotesi di corruzione e l’associazione a delinquere (ritenuta inammissibile), ma i giudici hanno confermato l’ordinanza del Gip Carmen Salustro e le hanno negate, accogliendo le tesi e le eccezioni difensive degli avvocati Marcello Montalbano e Giovanni Di Benedetto.
La corruzione che gli inquirenti volevano ribadire era stata contestata oltre che a Cuffaro anche al deputato regionale della Dc Carmelo Pace, all’imprenditore di Favara (Agrigento) Alessandro Vetro e al direttore del Consorzio di bonifica Giovanni Tomasino.
