La corte di cassazione ha rigettato i ricorsi presentati dai tre dipendenti dell’Anas condannati per omicidio colposo in relazione all’incidente in cui mori’ il diciassettenne Giuseppe Barbato, avvenuto il primo ottobre 2017 lungo la Passeggiata archeologica. Le pene, pari a cinque mesi e dieci giorni di reclusione ciascuno, diventano definitive ma restano sospese per effetto delle attenuanti generiche riconosciute. Secondo le indagini, il giovane perse il controllo del suo scooter Honda Sh a causa della mancata segnalazione di un cantiere aperto per la rimozione delle radici di alcuni alberi. La procura aveva contestato ai tre imputati – un ingegnere capo, un geometra e un operaio – di non avere predisposto un’adeguata segnaletica, omettendo di indicare il pericolo derivante dalla sconnessione del manto stradale. (AGI)

