Con un laboratorio a cielo aperto dedicato alla conoscenza e alla tutela dell’ecosistema marino, si è conclusa l’edizione 2026 di Lampedusa Blue Experience, la manifestazione sulla spiaggia della Guitgia che ha visto una grande partecipazione di bambini, famiglie e operatori del territorio. Tre giorni in cui il mare è stato protagonista di attività educative, laboratori e momenti di confronto pensati per avvicinare i più giovani alla scoperta della biodiversità marina e alla comprensione del valore ambientale, culturale ed economico che l’ecosistema marino rappresenta per le comunità insulari.
Il programma si è aperto con una giornata interamente dedicata agli alunni delle classi quarte e quinte della scuola primaria “Luigi Pirandello”, protagonisti delle “Olimpiadi del Mare”. Attraverso giochi, prove di squadra e attività educative, i bambini hanno sperimentato il valore della cooperazione, del rispetto dell’ambiente e della conoscenza del mare.
Nel fine settimana i “Blue Days” hanno coinvolto decine di famiglie e visitatori in attività divulgative dedicate alla biodiversità marina, alla riduzione dei rifiuti e alle buone pratiche per la tutela degli ecosistemi costieri. Tra i temi al centro dell’iniziativa anche il ruolo delle AMP, Aree marine protette, fondamentali per la tutela della biodiversità e la rigenerazione degli ecosistemi. Un patrimonio strategico per Lampedusa e per tutte le comunità insulari che nel mare trovano la propria principale ricchezza ambientale, culturale ed economica.
«Per le isole il mare non è soltanto una risorsa naturale, ma un patrimonio identitario, culturale ed economico da cui dipende il loro futuro. Possiamo tutelare davvero soltanto ciò che conosciamo e per questo l’educazione ambientale è uno strumento fondamentale. Le aree marine protette sono luoghi in cui il mare può rigenerarsi e tornare a esprimere tutta la sua ricchezza biologica, far comprendere questo concetto ai più giovani significa investire concretamente nella tutela del Mediterraneo. La salvaguardia di questi fragili ecosistemi non può prescindere da un profondo cambiamento culturale a partire dalle nuove generazioni», sottolinea Fabio Galluzzo vicepresidente di Marevivo.
Per la Fondazione si è trattato di un importante ritorno sull’isola, con l’obiettivo di rendere Lampedusa Blue Experience un appuntamento stabile, capace di coinvolgere sempre più cittadini, scuole e realtà del territorio. Il buon esito della manifestazione è stato reso possibile dall’organizzazione della Pro Loco di Lampedusa e Linosa, presieduta da Giovanni Martello, e dalla collaborazione di numerose realtà del territorio, tra cui FISA Lampedusa, Associazione Armatori Lampedusa, Respire Science, Area Marina Protetta Isole Pelagie e Comune di Lampedusa e Linosa.
Un contributo significativo è arrivato anche da Caronte spa, che ha sostenuto l’iniziativa condividendone valori e obiettivi. “Per chi come noi lavora ogni giorno sul mare, sostenere iniziative come Lampedusa Blue Experience significa contribuire alla crescita di una cultura della sostenibilità e della responsabilità ambientale. Crediamo che educazione e conoscenza siano le basi per costruire una maggiore consapevolezza collettiva e tutelare quel patrimonio marino che rappresenta una risorsa irrinunciabile per il futuro delle comunità insulari e dell’intero Mediterraneo. Investire nella cultura del mare significa investire nel futuro”, evidenzia Lorenzo Matacena AD Caronte spa. Il successo della manifestazione conferma come la collaborazione tra enti del terzo settore, istituzioni, imprese e comunità locali possa contribuire concretamente alla diffusione di una nuova consapevolezza ambientale, indispensabile per garantire la tutela del mare e della sua straordinaria biodiversità per le generazioni che verranno.
