Sono gia’ circa 435mila gli ettari bruciati dagli incendi in Europa nel 2026, 100 mila in piu’ rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre in Italia le fiamme hanno percorso 70 mila ettari, con un aumento del 133% rispetto alla media degli ultimi vent’anni. Quasi un terzo dei roghi italiani ha interessato aree protette. E’ il quadro tracciato dal nuovo report del WWF Italia ‘E’ stata la mano dell’uomo. Cambiare strategia per prevenire gli incendi estremi’, secondo cui l’aumento della frequenza e dell’intensita’ degli eventi estremi legato al cambiamento climatico rende ormai insufficiente una strategia concentrata prevalentemente sullo spegnimento delle fiamme e impone di spostare risorse e interventi sulla prevenzione.
I 70mila ettari percorsi dal fuoco in Italia equivalgono, secondo il WWF, a circa 100 mila campi da calcio. Il dato appare particolarmente rilevante non soltanto per l’aumento rispetto alla media degli ultimi due decenni, ma anche per la quota di incendi che ha raggiunto aree sottoposte a protezione. Ancora piu’ estese sono le superfici interessate in alcuni degli altri Paesi europei. In Spagna sono gia’ bruciati 219 mila ettari e in Francia 91 mila. Gli incendi hanno provocato complessivamente decine di vittime e costretto oltre 300 mila persone ad abbandonare temporaneamente le proprie abitazioni. Il totale europeo di circa 435 mila ettari risulta superiore di 100 mila ettari a quello registrato nello stesso periodo del 2025. Lo scorso anno, secondo i dati riportati dal WWF, era stato il peggiore degli ultimi vent’anni in Europa, con oltre un milione di ettari complessivamente bruciati.
Dall’Ontario canadese alla Francia, dal Galles alla Sicilia, per l’organizzazione ambientalista quanto sta accadendo nell’estate 2026 conferma la diffusione di incendi sempre piu’ estremi. Alla maggiore frequenza e intensita’ degli eventi estremi prodotta dal cambiamento climatico, secondo il rapporto, si aggiunge una gestione del territorio non ancora adeguata alla necessita’ di renderlo piu’ resistente agli incendi. L’intervento durante l’emergenza continuera’ a essere indispensabile, sottolinea il WWF, ma la presenza di fronti di fiamma lunghi chilometri e di incendi sempre piu’ intensi e contemporanei rende insufficiente una politica fondata soprattutto sulla soppressione del fuoco. (AGI)
