Presentato oggi nel Municipio di Caltagirone il progetto pilota della Regione Siciliana che trasformerà il Cammino di San Giacomo in un sentiero più accessibile per migliaia di pellegrini e in un’opportunità di sviluppo rurale per 10 comuni dell’Isola. I territori dell’entroterra coinvolti sono ad oggi ancora poco conosciuti, lungo i 130 chilometri di percorso si parte dalla Basilica di San Giacomo di Caltagirone, e si attraversano San Michele di Ganzaria, Mirabella Imbaccari, Piazza Armerina, Aidone, Valguarnera Caropepe, Assoro, Nissoria, Nicosia, fino al Santuario di San Giacomo a Capizzi.
«Il Cammino di San Giacomo può diventare un modello di sviluppo per la Sicilia interna, capace di unire fede, agricoltura, cultura e turismo lento – sottolinea il vice presidente e assessore dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea della Regione Siciliana Luca Sammartino – Vogliamo restituire centralità ai piccoli comuni trasformando il territorio agricolo in parte dell’esperienza di viaggio: chi percorre questi 130 chilometri incontra produttori, allevatori, artigiani e comunità, si ferma nei borghi e genera nuove opportunità economiche. Con il Pane del Pellegrino, la rete dei Custodi del Cammino, la nuova segnaletica e una promozione che guarderà anche ai mercati internazionali costruiremo una rete stabile attorno al percorso, perché il pellegrino non attraversi semplicemente questi territori, ma possa conoscerli, viverli e portarne con sé l’identità. Vogliamo che il Cammino di San Giacomo diventi un progetto realmente condiviso dai territori e dalle comunità che attraversa. I primi custodi saranno i sindaci dei dieci Comuni coinvolti e gli operai della Forestale, protagonisti di un lavoro concreto di cura del territorio. Dalla sistemazione del verde al decoro urbano nei Comuni attraversati dal percorso, passando per l’installazione della segnaletica: interventi che contiamo di ultimare entro la fine di ottobre. Ma questo è soltanto il punto di partenza. Il nostro auspicio è che la rete possa crescere e coinvolgere progressivamente gli agricoltori, gli allevatori, gli artigiani, i produttori e tutte quelle realtà che il pellegrino incontra lungo il suo viaggio».
«Il pellegrinaggio cristiano – sottolinea il vescovo di Acireale e presidente della Conferenza Episcopale Siciliana S.E. Mons. Antonino Raspanti – è anzitutto un cammino interiore capace di aprire all’incontro con le persone, i luoghi e le radici della nostra terra. Il Cammino di San Giacomo può diventare così un’occasione per riscoprire la Sicilia autentica e valorizzare le sue comunità e le aree interne. La Chiesa di Sicilia guarda con favore a questo progetto, perché il pellegrinaggio crea relazioni, accoglie e offre una nuova narrazione della nostra terra».
Il sentiero siciliano si tingerà di giallo e di blu proprio come il grande cammino compostellano con 317 “frecce di conforto”, poste nei passaggi e negli incroci più delicati; 403 frecce di tappa, con indicazione chilometrica ogni 500 metri; 115 cartelli stradali agli incroci principali; 26 pietre miliari, oltre a cartelloni dedicati ai punti di sosta e ai luoghi di interesse. Ogni cartello informativo sarà inoltre dotato di un QR Code attraverso il quale accedere a informazioni sul territorio, sui servizi e sull’ospitalità.
«Tutti i protagonisti della rete dei Custodi saranno inseriti all’interno di una piattaforma web dedicata – aggiunge il vice presidente della Regione Siciliana Luca Sammartino – che consentirà al pellegrino di conoscere, tappa dopo tappa, le persone, le aziende e le realtà produttive che animano il territorio. Vogliamo costruire una comunità diffusa che accolga i pellegrini e che, attraverso il Cammino, racconti il lavoro, le produzioni e l’identità della Sicilia interna. A questa dimensione territoriale affiancheremo una forte azione di promozione: a novembre presenteremo il Cammino di San Giacomo a Fieracavalli di Verona, una vetrina importante per raccontare la sua natura di itinerario di turismo lento, percorribile a piedi, in bicicletta o a cavallo. Lo faremo anche attraverso un video promozionale in più lingue, pensato per raggiungere un pubblico internazionale e far conoscere non soltanto il percorso, ma anche i paesaggi, le comunità rurali e le produzioni che si incontrano lungo il viaggio. È così che un itinerario di fede può trasformarsi in uno strumento concreto di sviluppo, capace di creare nuove opportunità per i piccoli comuni e di restituire centralità ai nostri territori rurali».
Con l’assessore Sammartino, sono oggi intervenuti Mons. Antonino Raspanti, il dirigente generale del Dipartimento di Sviluppo Rurale e Territoriale Alberto Pulizzi, i vescovi delle quattro diocesi attraversate dal progetto mons. Calogero Peri (Caltagirone), mons. Rosario Gisana (Piazza Armerina), mons. Giuseppe Schillaci (Nicosia), mons. Guglielmo Giombanco (Patti), Totò Trumino pellegrino ideatore del Cammino di San Giacomo in Sicilia e componente della Confraternita di San Jacopo di Compostella, il sindaco di Caltagirone Fabio Roccuzzo insieme ai sindaci degli altri Comuni coinvolti.
