“Non c’è nulla da festeggiare in questo otto marzo, le donne sono le più colpite dalla crisi nel mercato del lavoro”.
Quindi, niente festa, ma lotta, impegno, insegnamento, somministrazione di antibiotici contro le violenze, vitamine per il “cuore” e semina di buoni sentimenti per avere meno guerre, meno violenze, meno soprusi, meno abusi. Alle televisioni si chiede l’espulsione dell’oscenità e della violenza dai video delle case. Allo Stato, alla Politica, alla Società – conclude Lo Bello – meno ipocrisia e più rispetto istituzionale per chi produce e riproduce la ricchezza e la bellezza del mondo: comprese, purtroppo, le cattiverie e le sue turpi bruttezze” .
Articoli correlati…
8 MARZO. Cisl Agrigento: “Donne, diritti e lavoro, una festa per ricordare…”

