“Finanziati 28 milioni di euro per l’aeroporto agrigentino che sarà costruito entro tre mesi”. Il presidente della Provincia, Eugenio D’Orsi, non avrebbe creduto alle sue orecchie. La notizia circolava ieri mattina su internet, qualche tg l’ha letta in tv. Ma è bastato poco per capire che era un pesce d’aprile architettato ad arte.
E’ la chicca arrivata ieri nelle redazioni di alcuni giornali agrigentini contenuta in un finto comunicato con il logo della Repubblica Italiana e l’intestazione “Dipartimento delle infrastrutture terrestri”. Ad alcuni che l’hanno pubblicata è sembrata una notizia vera, eccola: “Il Dipartimento delle Infrastrutture Terrestri ha approvato il progetto per la realizzazione dell’aviopista prevista a Piano Romano di Licata su richiesta dalla Provincia Regionale di Agrigento. Con provvedimento del dirigente del Dipartimento, dott. Augusto Alberoni, è stato dato mandato alla struttura della Protezione Civile di realizzare, entro tre mesi, una pista e le necessarie strutture di hanging ed incoming. Il dipartimento ha dato così seguito all’atto di indirizzo firmato dal ministro della Difesa on. Ignazio La Russa che ha chiesto la predisposizione di strutture alternative all’aeroporto di Trapani Birgi per il quale è stato dato il via alla riconversione al traffico civile. Nell’ipotesi di un prolungarsi della operazioni militari in Libia, così come previsto dalla Risoluzione 1973/11 dell’Onu, la Nato ha chiesto all’Italia l’utilizzo, entro e non oltre il 31 agosto, di strutture militari alternative. Piano Romano, per la sua posizione geografica, è stata inserita nell’elenco delle priorità così come previsto dal Dlgs n. 56 del 4 maggio del 1976. I fondi straordinari messi a disposizione dal Governo, la cui gestione è stata demandata al Dipartimento della Protezione Civile, ammontano a 28 milioni di euro”. Era tutto uno scherzo, così come a Licata, dove vari blog hanno annunciato le dimissioni del sindaco Angelo Graci “per una crisi mistica”, invece a mollare la carica il primo cittadino licatese non ci pensa proprio. Anche il primo aprile dell’anno scorso qualche “mattacchione” prese in giro i giornalisti agrigentini ingannandoli con un finto comunicato dell’Anas che annunciava la sospensione dei lavori sulla Ss 640, allora appena iniziati, a causa del rinvenimento di un teatro ellenico. La notizia si rivelò totalmente falsa. Come quella di ieri sull’aeroporto agrigentino che però, scherzi a parte, fra qualche anno, potrebbe davvero cominciare ad essere una realtà se vanno a buon fine i progetti del presidente D’Orsi.
