Inizieranno lunedì mattina i volontari esperti dell'associazione Libera Terra-Pio La Torre di Don Ciotti a vendemmiare il terreno di diciotto ettari, in contrada Fontanafredda, a Casteltermini, confiscato alla famiglia del presunto boss mafioso grottese Vincenzo Licata.
Alla presenza delle scolaresche castelterminesi, si taglierà il nastro dinnanzi l'ingresso del terreno, per segnare una nuova vita, precedentemente macchiata dalla cultura mafiosa. Il vigneto è stato testato nei mesi scorsi da un team di enologi arrivati dal Piemonte che hanno garantito la buona qualità del vigneto. Il vino, su richiesta del sindaco Sapia, dovrebbe chiamarsi "Tataratà", in onore della festa più importante della comunità montana.
"Non possiamo che essere orgogliosi" ha commentato il primo cittadino, che continua: "Lunedì sarà una giornata indimenticabile per il nostro comune, che sancirà, ufficialmente, l'adesione attiva in progetti anti-criminalità, sui quali la nostra amministrazione ha sempre dimostrato grande sensibilità".
In merito alla vendemmia, interviene anche il consigliere comunale Daniele Scozzari che afferma: " Al di la delle vicende politiche, sul fronte della lotta alla mafia si deve essere uniti più che mai. Mi complimento con il sindaco Sapia che, con l'adesione a questo progetto– conclude il consigliere –dichiara ufficialmente la nostra comunità contro la mafia".

