La comunità ecclesiale bivonese scende in campo per condannare con fermezza il racket del "pizzo" e per gridare un forte "no alla mafia".
Questo dopo il clamore suscitato dalla testimonianza dell'imprenditore Ignazio Cutrò che da anni continua a denunciare minacce e intimidazioni, e mentre è ancora in corso l'inchiesta della Dda denominata "Face Off", che nel luglio scorso avrebbe smantellato, con otto arresti, l'associazione mafiosa che, secondo l'accusa, controllava in maniera capillare gli appalti pubblici della zona di Bivona
"Solidarietà non solo a Ignazio Cutrò che ha fatto la scelta giusta trovando il coraggio di denunciare – sottolinea l'arciprete – ma anche a tutti quelli che subiscono in silenzio".
L'impegno della chiesa bivonese è quello di "coinvolgere sé stessa, le autorità civili e militari, le famiglie e la scuola, a lottare contro le ingiustizie, l'ignoranza, le divisioni e le contrapposizioni che ostacolano il vivere e il bene comune".
Dopo alcuni incontri che continueranno a svolgersi nel salone della chiesa Madre si terrà nella "città delle pesche" una grande manifestazione antimafia per promuovere "una cultura di giustizia, di legalità e di pace".

