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Mettono i sigilli al contatore idrico della sua abitazione a Cattolica Eraclea e resta senz’acqua, alla prima occasione propizia lui minaccia con un coltello e un bastone un operaio di Girgenti Acque e brucia un’auto di servizio dell’azienda. Così un pregiudicato è finito in manette dopo aver aggredito l’operaio dell’azienda che gestisce il servizio idrico integrato nell’Agrigentino. La notizia ha fatto il giro del web con diversi commenti.
“Gli amici di GirgentiAcque provino a riflettere un po’. I veri responsabili sono loro. A volte la disperazione fa compiere brutti gesti”, scrive su Facebook la professoressa Carmela Ragusa di Cattolica Eraclea.
“Dopo una notizia come questa – commenta sul social network il vice sindaco di Siculiana Enzo Zambito – le Istituzioni hanno il dovere porsi dei seri interrogativi sulla gestione del servizio idrico nella nostra Provincia, un territorio che sente forte il peso della crisi e che ha un altissimo tasso di disoccupazione, con una popolazione costretta a subire costi tra i più alti in Italia, disservizi (basta vedere le nostre strade) e spesso anche l’arroganza e la poca predisposizione alla soddisfazione dell’utenza”.
“Ha fatto bene, però dru mischinu nun c’entra niente”, ha aggiunto Gaetano Emanuel Caruana. “Ha fatto bene”, anche secondo Tommaso La Zara. Secondo Calogero Graffeo “ha fatto bene perchè non si può staccare l’acqua che è vita e girgenti acque non può togliere la vita. C’è stato un referendum per l’acqua e publica e no privata”.
“Io so che se l’abitazione è privata – ha scritto Francesca Spatafora -non possono togliere il contatore, perchè l’acqua è un bene e mancando l’acqua non c’è più l’abitabilità in una casa. Cmq il gesto è sbagliato, anche perchè l’addetto fa ciò che gli è stato ordinato di fare. Cmq tutto ciò dovrebbe far capire che l’italia sta andando a rotoli, non c’è controllo”.

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