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“Lavorare in queste condizioni diventa ogni giorno più difficile e preoccupante, oltre che rischioso. E i più esposti, in particolare, sono i sindaci che rappresentano il front-office della disperazione, tutti i giorni alle prese con i problemi della gente. Episodi come questi vanno condannati, senza se e senza ma”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, commentando la notizia dell’intimidazione al primo cittadino di Agrigento, Lillo Firetto. “E’ certo, comunque – ha aggiunto Ardizzone – che sulla legalità non si può fare alcun passo indietro. Per questo motivo, nel manifestare la vicinanza dell’intera Assemblea regionale siciliana, invito il sindaco Firetto e tutta l’amministrazione comunale a proseguire nel percorso di rispetto delle regole e nel contempo auspico che le forze dall’ordine facciamo piena luce sull’accaduto il prima possibile”.
Il sindaco di Agrigento, già deputato all’Ars, ha ricevuto a casa sua, in una busta da lettera, il necrologio che annunciava la morte di Giovanni Scibetta, il ristoratore proprietario del locale Principessa Zaira, realizzato nell’area della Valle dei Templi e demolito, in quanto abusivo, a ottobre. L’uomo è morto il mese successivo. Firetto ha denunciato l’accaduto alla Digos. Un messaggio chiaro contro le ruspe azionate dalla procura e un atto di accusa contro il sindaco che ha deliberato altre demolizioni.