Parte da Sambuca di Sicilia la nuova sfida di Rosalba Castelli, “artivista viandante”, che nel 2018 ha cofondato Artemixia APS, con la quale ha pensato e messo in campo il progetto “Orme d’ombra”, grazie al quale nel 2025 ha attraversato l’intero periplo della Sardegna per oltre 1.000 chilometri a piedi. In tutto 100 giorni di cammino, durante i quali ha incontrato le comunità, insieme alle quali ha ricordato, narrato e cantato le donne vittime di femminicidio.
L’appuntamento per questa seconda edizione di “Orme d’ombra” è per il 21 settembre a Sambuca di Sicilia (Ag) per poi proseguire fino al Parco dell’Etna, nello zaino della Castelli il minimo indispensabile per affrontare e percorrere nel migliore dei modi le tre delle vie Francigene della Sicilia che si snodano lungo le province di Agrigento, Palermo, Enna, Messina e Catania.
“Quando ho concluso l’ultimo passo di “Orme d’ombra” in Sardegna – afferma Rosalba Castelli, presidente di Artemixia – e mi hanno chiesto di mettere in fila i numeri del cammino, sono stata la prima a rimanerne sorpresa. Li ho ricontati due volte. Eravamo andate enormemente oltre ogni aspettativa iniziale. Ma quello non era soltanto un successo fatto di numeri. Erano presenze, richieste, scuole, amministrazioni, persone e intere comunità che si erano attivate intorno a un obiettivo diventato comune: camminare insieme sentieri contro la violenza. In quel momento ho capito che “Orme d’ombra” non poteva finire con l’ultimo passo in Sardegna. Non poteva finire perché le donne continuavano e continuano a morire”.
Non solo comunità, persone, cittadine, associazioni, ma anche le amministrazioni, hanno accolto e stanno sostenendo il progetto: piazze e scuole diventano luoghi di ascolto, testimonianza e sensibilizzazione contro la violenza di genere. Ogni passo è un gesto collettivo di memoria e cambiamento.
“Abbiamo scelto di aderire a questo percorso – dice la sindaca di Sambuca, Giovanna Casà – perché crediamo che il cambiamento debba partire prima di tutto dalle comunità e, soprattutto, dalle nuove generazioni. Per questo, a Sambuca, abbiamo voluto coinvolgere la scuola, l’associazione Co.Tu.Le.Vi. e contiamo anche sulla partecipazione di altre associazioni del territorio, creando un momento di confronto e partecipazione che possa lasciare un segno concreto nel nostro territorio. Quei nastri rossi e bianchi, che portano con sé i nomi delle donne vittime di femminicidio e che resteranno nei luoghi attraversati da Rosalba Castelli, rappresentano una memoria che non vuole essere soltanto commemorazione, ma responsabilità collettiva. Ricordare significa anche interrogarsi, educare, prevenire per costruire relazioni fondate sul rispetto e sulla libertà. È un dovere delle istituzioni, quello di non restare indifferenti e di contribuire alla costruzione di una cultura capace di contrastare ogni forma di violenza. Ringraziamo Rosalba Castelli – conclude Casà – per aver scelto Sambuca come prima tappa di questo importante percorso. Siamo convinti che ogni passo, ogni incontro e ogni nastro lasciato lungo la strada possano contribuire a trasformare la memoria in consapevolezza e la consapevolezza in cambiamento”.
Il taglio del nastro avverrà il 21 settembre, alle ore 18.30, in piazza della Vittoria dove Rosalba Castelli presenterà il progetto insieme alla prima cittadina, a moderare l’incontro l’assessora alle Politiche di Genere, Maria Anna Interrante, ad arricchire la giornata le letture affidate a Brigitte Dufour, direttrice di Casa Vitali, la prima sede italiana di International Partnership for Human Rights (IPHR), alla Consulta Giovanile e alle persone giovani del Servizio Civile dell’associazione Co.tu.le.vi. La mattinata del 22 settembre avrà come protagoniste le nuove generazioni, con il coinvolgimento delle classi della scuola primaria “Antonio Gramsci” e della scuola secondaria di primo grado “Fra Felice”.
