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Beniamino Gioiello Zappia, 77 anni, di Cattolica Eraclea, l’amico della famiglia Rizzuto un tempo al vertice della mafia italo-canadese, non avrà nemmeno un euro di risarcimento danni per ingiusta detenzione. Questa la decisione della quarta sezione della Corte d’Appello di Roma contro la quale l’avvocato Luis Eduardo Vaghi, che assiste e rappresenta di fiducia Zappia, annuncia ricorso in Corte di Cassazione.
Zappia, detenuto per più di due anni su disposizione di ordinanza cautelare e poi assolto nel processo “Orso Bruno” nel quale veniva accusato dalla Procura distrettuale antimafia di Roma come il presunto luogotenente dei Rizzuto in Italia, chiedeva più di mezzo milione di euro di risarcimento per ingiusta detenzione.

Beniamino Gioiello Zappia intervistato come una star a Uno Mattina su Rai 1
Beniamino Gioiello Zappia intervistato come una star a Uno Mattina su Rai 1

I giudici della quarta sezione della Corte d’Appello di Roma hanno ritenuto sussistenti gli indizi che ne giustificavano la misura cautelare prima in carcere e poi ai domiciliari sia durante le indagini che nel corso del dibattimento. La storia di Zappia, o almeno la sua versione, è stata raccontata qualche mese nei programmi Rai “I Fatti vostri” e “Uno mattina”, l’uomo è stato presentato sulla tv di Stato come “vittima della mala giustizia italiana”. Di diverso avviso la Corte d’Appello di Roma, adesso la parola dovrebbe passare agli ermellini della Cassazione.