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Parlano di politica sui social network, la discussione degenera, lo scontro si sposta sul piano personale con insulti e offese. “La mignotta ha pubblicato un documento politico su Facebook poi consegnato brevi manu all’amico onorevole”, è solo una delle frasi incriminate. Adesso finisce in tribunale l’acceso confronto tra il sindaco di San Biagio Platani, Sante Sabella, e la sua avversaria alle elezioni amministrative del maggio 2014, Rosalba Di Piazza, psicologa, coordinatrice cittadina del Pd.

Il sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento, Alessandro Macaluso, dopo la conclusione delle indagini preliminari, ha disposto infatti il decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti del sindaco Sante Sabella, accusato di diffamazione aggravata dal mezzo della pubblicità. A far scattare l’inchiesta nei confronti del primo cittadino sambiagese fu la denuncia presentata da Rosalba Di Piazza dopo un “dibattito” sulla Tasi andato in scena su Facebook qualche mese dopo le elezioni (19 settembre 2014).

Il sindaco, nel post sotto inchiesta, non ha scritto il nome della persona alla quale venivano rivolti i messaggi ma avrebbe inserito degli elementi inequivocabili che riconducevano alla donna.

La Di Piazza parla di “femminicidio verbale, utilizzato come arma politica per colpire una donna”, di “linguaggio maschilista, primordiale, sessista, violento e volgare che fa molto male, parole che pesano come pietre e lasciano ferite profonde nell’anima”.

La prima udienza del processo, riferisce oggi il Giornale di Sicilia, è in programma davanti al giudice monocratico del tribunale di Agrigento l’8 giugno prossimo. Qualora ne ricorrano i presupposti, l’imputato potrà, prima dell’apertura del dibattimento, presentare richiesta di giudizio abbreviato, di patteggiamento o di oblazione.

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