“La guerra di mafia italo-canadese”, report sul clan Rizzuto della Fondazione Caponnetto

“La guerra di mafia italo-canadese”. E’ questo il titolo del nuovo report 2017 della Fondazione Antonino Caponnetto a cura di Salvatore Calleri, Giuseppe Lumia, Simona Trombetta. “La Fondazione Caponnetto – si legge in premessa – da tempo cura dei Report antimafia inerenti ad aree geografiche ben precise con l’intenzione di fotografare la situazione presente e fornire elementi di riflessione e di analisi utili a contrastare il crimine organizzato e/o mafioso. Oggetto del presente rapporto è la guerra di mafia internazionale che vede protagonista in terra di Canada una famiglia mafiosa italo-canadese di primaria importanza, quella dei Rizzuto, provenienti da Cattolica Eraclea in provincia di Agrigento“.

“Le guerre di mafia – spiegano gli autori del report – sono oggi un fenomeno quasi assente o, se presente, ben delimitato ad una area geografica non molto estesa. Le mafie, nelle loro forme variamente articolate, sono in una fase affaristico-economica così espansiva, sul piano internazionale, che alle guerre, nella maggioranza dei casi, preferiscono gli accordi. Non bisogna mai dimenticare che il versante militare e della violenza è parte integrante del sistema – mafia per cui quando è necessario ed inevitabile il ricorso alle armi non è da escludere, come è successo a Duisburg in Germania il 15 Agosto 2007. Ciò premesso esaminare nei suoi diversi possibili scenari ciò che sta accadendo in quella che ha al centro i boss della famiglia Rizzuto è di basilare importanza per capirne e prevenirne le conseguenze. Abbiamo un precedente storico nel Nord America: la guerra castellammarese del 1930, che di colpo modernizzò la mafia italo-americana portandola alla sua reticolare divisione in famiglie e all’ organizzazione verticistica della cosiddetta Commissione.

Le caratteristiche della guerra di mafia che vede protagonisti i Rizzuto sono da un lato quelle classiche, dall’altro se ne discostano, infatti solo in apparenza si presenta come una guerra d’altri tempi, che ha lasciato sul campo tanti morti quanti non se ne vedevano dagli anni ’70 ed ’80. Dietro a questa guerra, definita la seconda guerra di mafia in terra canadese, sono in gioco interessi economici e di potere di enorme portata alla luce del controllo del mercato tradizionale della droga e del più innovativo mercato finanziario ed immobiliare in piena espansione proprio in Canada”.