Emergenza rifiuti in Sicilia, Musumeci: tutte discariche prossime al collasso

Tutte le discariche esistenti in Sicilia sono prossime al collasso. Esclusa Bellolampo, abbiamo una disponibilità di due milioni di metri cubi di discarica, se pensiamo che ogni giorno arrivano in discarica 5mila tonnellate di rifiuti, è facile capire che a settembre non avremo più dove metterli”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci durante una conferenza stampa sull’emergenza rifiuti in Sicilia. Numeri che sono legati allo scarso livello raccolta differenziata. “Noi portiamo in discarica l’80% dei rifiuti, la Lombardia il 4%, il Veneto il 10% – ha aggiunto Musumeci – In Sicilia siamo al 15% di differenziata”. Il governatore ha anche sottolineato come sono “un centinaio i comuni che superano il 50% di differenziata ma ne restano altri 290” e ha aggiunto: “la cosa più grave è che a non fare la differenziata sono le città metropolitane di Palermo, Messina e Catania”.

Appello ai sindaci

“Quella sui rifiuti non è una battaglia di centrodestra o centrosinistra, è una battaglia di civiltà. Faccio appello a tutte le istituzioni: chiudiamo con il passato e intestiamoci una battaglia da vincere. Da solo, senza l’aiuto dei Comuni, non posso andare da nessuna parte”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci durante una conferenza stampa sull’emergenza rifiuti in Sicilia. “Non servono i generali o i carabinieri, serve la buona politica – ha aggiunto – E’ da irresponsabili aver fatto finta di niente per 20 anni e avere nascosto la polvere sotto il tappeto. Non posso in 20 settimane risolvere un’emergenza che si protrae da decenni. Qui nessuno si tira indietro – ha concluso – Non chiedo due/tre anni di tempo, ma solo qualche mese”.

Rifiuti all’estero

Un cronoprogramma con tempi abbastanza stretti per trovare una soluzione a un’emergenza, quella dei rifiuti, che Musumeci definisce “preoccupante”. Nello Musumeci ha illustrato il suo piano durante una conferenza stampa convocata a Palazzo d’Orleans. Il primo passo sarà fatto domani con la richiesta al presidente del Consiglio dei ministri dello “stato di emergenza ambientale per intervenire su Bellolampo e sui Comuni inadempienti”. L’obiettivo è “scongiurare il collasso della discarica” dove Musumeci si recherà personalmente nei prossimi giorni “per rendersi conto di come stanno realmente le cose”. Poi l’intervento sui Comuni “che fanno finta di non avere alcuna competenza quando invece la gestione dei rifiuti è loro competenza e non della Regione che a solo funzioni di controllo”. La Sicilia sarà costretta a inviare i rifiuti fuori. “Bisognerà farlo per almeno 8/10 mesi e le regioni italiane non sono in grado di assorbirli per questo tempo – ha aggiunto – Stiamo predisponendo un bando per individuare dove portare i rifiuti, penso alla Francia e alla Germania, e come inviarli. Se fossimo nella penisola utilizzeremmo i camion ma noi dobbiamo muoverci via mare e non tutte le navi sono attrezzate”.