VIDEO. Le condizioni della villa dedicata alle vittime della mafia
Rimangono “regolarmente” chiusi i bagni e senz’acqua le due preziose fontane rosa di fine ‘800 collocate all’interno della struttura, diventate ormai contenitori per la spazzatura. Di piante e fiori non c’è più nemmeno l’ombra, sul terreno e nei vasi di terra cotta solo erbacce e sporcizia. La villetta antimafia, nonostante sia molto frequentata da giovanissimi e anziani e susciti sempre di più la curiosità di visitatori provenienti da più parti della provincia, rimane spesso chiusa al pubblico ed è stata più volte al centro di varie polemiche politiche.
Per ultimo, a mettere benzina sul fuoco, un provvedimento della Soprintendenza ai beni culturali di Agrigento, che sostiene – in una nota inviata al direttore dei lavori, architetto Lorenzo Violante, al sindaco, Cosimo Piro e alla direzione dei beni culturali della Curia Arcivescovile – che dovrebbe essere modificato, poiché non previsto dal progetto, il monumento raffigurante la Sicilia sulla quale sono affisse oltre settante piastrelle di ceramica con i nomi delle vittime innocenti della mafia in Sicilia: magistrati, forze dell’ordine, sindacalisti, preti, giornalisti e semplici cittadini. Alcune di queste “piastrelle della memoria” sono cadute o, come sostengono le “Simpatiche canaglie” nel mini-reportage video, potrebbero essere “state rimosse da ragazzini incivili”. Di certo, nonostante le varie segnalazioni, le piastrelle dedicate alla memoria dei martiri della mafia non sono mai state ripristinate.
