In tanti pubblicamente abbiamo accolto l’operazione “Face off” che ha portato i carabinieri alla guida del capitano della Compagnia di Cammarata ad alleggerire il territorio montano agrigentino dal peso del racket e della mafia.
Ora attendiamo gli esiti processuali che porteranno i colpevoli a pagare ed eventuali innocenti a chiarire le proprie posizioni. Commentando pubblicamente la notizia degli arresti ho dichiarato che l’operazione antimafia “Face off.” aiuterà a comprendere quello che è accaduto negli anni passati nei Comuni montani agrigentini ed inoltre “così come nel 1994 quando a viso aperto scesero in piazza in migliaia contro la mafia e contro ogni forma di violenza e prevaricazione, anche oggi bisogna tenere alta l’attenzione affinchè non si ripeta quanto accadde allora”.
Non l’abbiamo fatto quando abbiamo aspettato che iniziasse i lavori di una strada importantissima per il trasporto degli alunni pendolari, nonostante esistessero obblighi contrattuali, che nella fattispecie sono stati violati. Non l’abbiamo fatto quando avevamo garantito a 600 studenti del liceo classico che i lavori sarebbero stati completati il 5 dicembre 2007, cosa che è avvenuto dopo e si è data la proroga, evitando alla ditta Cutrò di pagare la penale dovuta.
Il 5 settembre scorso ci siamo dichiarati disponibili a liquidare delle somme dei lavori della strada Canfutino, ancora non completati e sempre senza DURC, impegno assunto davanti dal Prefetto e alle forze dell’ordine.
Siamo stati disponibili a ritardare l’ordine di ripristino della piazza S. Domenico (oggi piazza Cinà) i cui lavori ha rilevato l’ufficio tecnico non sono stati eseguiti a regola d’arte.
La lotta alla mafia è una cosa seria che ci deve vedere tutti sinceramente partecipi per non considerare vano il sacrificio di Libero Grassi. Noi saremo sempre totalmente disponibili a sostenere l’imprenditore Cutrò che con il comune di Bivona ha avuto sempre un rapporto positivo.
Infatti in dieci anni si è aggiudicato lavori per quattrocentosettantantamila euro in gare di cottimo fiduciario e pubblici incanti. La ditta Cutrò è tra le imprese di fiducia del Comune tanto da aver avuto affidati lavori direttamente e mediante trattative private dal 2000 ad oggi per 51,996 euro. Questo dimostra alla luce anche delle piccole dimensioni dell’ente e delle categorie di lavoro della ditta Cutrò del ruolo della stessa nell’economia locale che ha eseguito lavori per quasi un miliardo di vecchie lire.
Bene ha fatto la chiesa bivonese a prendere posizione e lodiamo questo atteggiamento che aiuta a riconfermare lo spirito di libertà del popolo bivonese, che sempre a stragrande maggioranza è stato ed è contro la mafia e le consorterie mafiose. Il signor Cutrò che sta collaborando con la magistratura e le forze di polizia e per i sacrifici a cui si sottopone, troverà tutto un paese a sostenerlo.
Invitiamo la ditta Cutrò a riprendere il suo cammino nel mondo dell’imprenditoria facendosi guidare solo dalla sua volontà e determinazione. L’amministrazione che guido così come tutto il consiglio comunale continueranno a farsi garanti del rispetto delle regole e delle leggi che devono comunque valere per tutti.
