“Ma anche autorità internazionali di tutela del patrimonio culturale e paesaggistico (UNESCO), benemeriti della cultura italiana (FAI, cui è affidata la Kolynbetra), amministratori locali. Tutti concordi nel considerare il progetto del rigassificatore a Porto Empedocle assolutamente sicuro per la tutela della Valle dei Templi e anzi utile allo sviluppo dell'economia locale, turismo compreso. Mentre la situazione energetica nazionale ed europea dimostra la necessità el'urgenza di nuove infrastrutture in grado di ricevere il gas da fonti alternative.
Il Sindaco di Agrigento, il Presidente della Camera di Commercio, gli ambientalisti locali, chi insegue il Sindaco per un assessorato ed alcune associazioni si avventurano in un ricorso in extremis che appare come una "bolla di componenda" per tutti i progetti mai realizzati, il turismo mai avviato, le opere pubbliche e private bloccate a danno dei cittadini, i servizi mai resi, lo sviluppo sempre proclamato, i diritti spesso calpestati. Il tentativo di bloccare il rigassificatore, pur di fronte alle innumerevoli garanzie offerte, è solo l'ultimo atto, in ordine di tempo, di chi, abituato al nulla nella provincia di Agrigento, preferisce mantenere lo status quo. Pur essendo sotto gli occhi di tutti – come dimostra la situazione perennemente stagnante – l'incapacità di avviare la provincia di Agrigento lungo un percorso integrato di sviluppo compatibile”.

