“I divari rispetto al resto d’Italia restano ampi. L’attrattività per nuove attività produttive nel nostro territorio può essere migliorata con misure a costo zero. Nei fatti avviene il contrario. I Consorzi ASI, dobbiamo rilevarlo, in alcuni casi, sono serviti – spiega Catanzaro – a concretizzare attività partitocratiche.
Ci rivolgiamo ai sindaci interessati che conosciamo quali stimati cittadini: non possiamo continuare a fare errori. Non potete pensare – afferma il presidente degli industriali agrigentini – di continuare a delegare al Consorzio ASI chi non si è mai occupato di imprese. I risultati di queste scelte li conosciamo. I sindaci possono e devono aiutarci a rompere il circolo vizioso che si è creato al Consorzio ASI che nei fatti non è un luogo dove favorire lo sviluppo delle imprese. La legalità è una infrastruttura primaria che serve soprattutto alle imprese”.
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